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Riccardo Bionducci

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Riccardo Bionducci
Riccardo Bionducci al Teatro Principal de Camaguey.jpg
Riccardo Bionducci al Teatro Principal de Camagüey, 2011
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Latin jazz
Hard bop
Periodo di attività musicale1975 – 1995
2011 – in attività
StrumentoTromba, Cornetta, Flicorno soprano, Batteria, Percussioni
Gruppo attualeR-tet
Gruppi precedentiGround Group, La Spezia Big Band, 20eme Bistrot Septet
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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla prima infanzia dimostra una spiccata sensibilità artistica[1]. I primi approcci attivi sono con pianoforte, chitarra, fisarmonica, armonica a bocca, melodica, flauto dolce e alcune percussioni minori. Da autodidatta, si dedica all'apprendimento di questi. L'attenzione viene presto concentrata su batteria e percussioni con cui, dal 1972[2] matura un proprio bagaglio di esperienze in ambito jazzistico. Ad essi, dal 1976, aggiunge la tromba in Si♭ e, dal 1986, il flicorno soprano, strumento che gli fa apprezzare le qualità degli ottoni a canneggio conico. Dal 2009 il suo strumento preferito diviene la cornetta in Si♭.

Esibitosi in pubblico in varie formazioni jazzistiche già a partire dal 1975[3], dal 1978 entra stabilmente come trombettista nella front-line del Ground Group, per un periodo in organico di quintetto.

A cavallo tra il 1979 ed il 1980 frequenta i seminari jazzistici tenuti alla Spezia da Andrea Centazzo (batteria), Danilo Terenzi (tromba) e Bruno Tommaso (musica d'assieme), parte di una serie[4] organizzata dal Comune della Spezia per sopperire alla mancanza di offerta didattica musicale di quel tempo[5]. Nell'estate del 1980, su segnalazione dello stesso Tommaso, incaricato di formare e dirigere un'orchestra laboratorio nelle Marche, viene invitato[6] come assegnatario di una borsa di studio per 2ª tromba presso la Villa Baruchello di Porto Sant'Elpidio, dove si esibisce in una serie di concerti.

Come batterista, accompagna Lelio Luttazzi in alcune serate al Lido di Lerici[7], ove ha l'occasione di conoscere Chet Baker che, nel set centrale, si esibisce sul medesimo palco per tre sere consecutive con un suo gruppo[8].

Il 1980 segna anche il suo definitivo passaggio da trombettista a batterista del Ground Group, il cui organico si stabilizza definitivamente a quartetto per ottenere una maggiore omogeneità di intenti espressivi tra i componenti della formazione[9]. Il cambiamento determina una fisionomia stilistica più definita che porta i suoi membri ad esibirsi[10] al XII edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia[11], in jazz club come l'Hop Frog[12] di Viareggio, il Jazz Club di Ivrea o il Louisiana Jazz Club[13] di Genova[14], ove ottiene un discreto apprezzamento personale[15], e a partecipare a rassegne come il Jazz Meeting '82 di Sassuolo[16] o il Festival Jazz di Pergine Valsugana[17]. L'attività del Ground Group culmina nel 1985 con la partecipazione a manifestazioni di un certo rilievo tra cui quelle organizzate dal Jazz Club Sperati[18] di Savona, da Rai 3 Liguria[19], La Coppa del Jazz 1985[20] di RaiStereoUno, la II Rassegna di Gruppi emergenti[21] di Forlì. Nel 1986 il Ground Group viene nuovamente invitato ad esibirsi alla XVIII edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia[22].

Parallelamente alla militanza nel Ground Group, prosegue la sua attività di trombettista, principalmente nella Spezia Big Band: sotto la direzione di Bruno Tommaso partecipa alla XIII edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia[23]; nel 1984, si esibisce in un concerto in appoggio al duo Bobby Hutcherson-Tete Montoliu[24]. L'orchestra, nel 1989, accompagna dal vivo la proiezione del film muto Steamboat Bill Jr. con musiche di Bruno Tommaso, da lui dirette[25]. Frequentando le jam session dei locali versiliesi e pisani affianca musicisti come Fulvio Sisti, Ferdinando Argenti, Roberto Martinelli, Mauro Grossi, Donald Rafael Garrett, Paolo Fresu[26].

Dal 1988 al 1995, anima il 20eme Bistrot Septet, organico orchestrale dotato di una front-line tromba sassofono trombone che esegue, in stile hard-bop, arrangiamenti di brani del filone musicale jazzistico nero e latino-americano, col quale si esibisce principalmente in ambito toscano[27], partecipando anche alle prime tre edizioni[28][29] della rassegna Primavera Jazz organizzata al Teatro Guglielmi ed alla prima edizione di Lunatica Festival [30].

Nello stesso periodo, alla impattante musica del settetto alterna anche le atmosfere più intime della bossa nova e del latin jazz, proposte in duo o trio[31]. Nell'estate del 2011 la sua predilezione per i ritmi latinoamericani lo porta ad esibirsi assieme ai musicisti cubani alla Casa de la Trova "Patricio Ballagas", al Centro Recreativo La Bigornia, al Servi Club e in altri locali di Camagüey, venendo poi invitato ad intervenire allo spettacolo di teatro musico-danzario della Compañia TMD'Cuba diretta dal coreografo e ballerino Mario Mendoza Dominguez, tenutosi al Teatro Principal de Camagüey[32]

In qualità di autore musicale ha collaborato col regista teatrale Giorgio Belledi a Donne, Eroi e viaggi in treno (leggenda ferroviaria da Achille Campanile; adattamento teatrale dello stesso Belledi) per cui compone musiche di accompagnamento allo spettacolo, realizzate in forma digitale assieme a Claudio Furno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Le note sul profilo della personalità apposte nel libretto scolastico (ex art. 7 L.31.XII.1962 n°1859) gli riconoscono, già alle elementari, una "… particolare inclinazione per il canto e l'espressione figurativa" e successivamente, alle medie, una "… eccezionale attitudine all'Educazione artistica e musicale"
  2. Anno in cui assiste alla IV edizione del Festival Internazionale del Jazz della Spezia.
  3. Diego Sanlazzaro, Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti, La Spezia, Edizioni Giacché, 2015, pp. 297-306, ISBN 9788863820-64-5.
  4. In Italia (abstract), in Musica jazz, XXXVI, nº 1, gennaio 1980, p. 23, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 14 novembre 2014.
    «Il 10 Novembre si è concluso alla Spezia il primo di cinque Seminari previsti dedicati alla musica jazz. Il primo incontro, durato cinque giorni, ha avuto come protagonista Andrea Centazzo. I seminari sono ripresi in dicembre con Danilo Terenzi (per la tromba e il trombone, dal 17 al 21) e continueranno in gennaio con Franco D'Andrea (per il piano, dal 7 all’11); si concluderanno con due seminari le cui date non sono state fissate al momento in cui scriviamo, dedicati alle ance (con Gianni Bedori) e alla musica d’assieme (con Bruno Tommaso)».
  5. All'epoca non esistevano in città e nel circondario scuole di musica al di fuori delle bande musicali. Il Conservatorio Puccini Archiviato il 19 agosto 2014 in Internet Archive. nacque solo nel 1979, come sezione staccata del conservatorio “Paganini” di Genova. La sua Scuola di Musica Jazz (pianoforte, chitarra, canto, sax, batteria, basso, composizione) fu creata solo dopo parecchi anni di attività dell'istituzione.
  6. Comune di Porto Sant'Elpidio. Laboratorio jazzistico P.S.Elpidio 19/23 luglio 1980 prot. 7469 in data 18 giugno 1980.
  7. C.B., Al Lido di Lerici incontro con il Jazz: Chet Baker in Concerto. Lelio Luttazzi, piano-bar, in La Nazione (La Spezia), 21 agosto 1980, p. V.
  8. Brevi, in Italia (abstract), in Musica jazz, XXXVI, nº 10, ottobre 1980, p. 33, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 14 novembre 2014.
    «Chet Baker ha dato molti concerti in Italia in agosto, dove si è trattenuto dall’11 al 31. Ha concluso la tournée a Viareggio. Poi è tornato a suonare a Ischia e a Taormina».
  9. Diego Sanlazzaro, Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti, La Spezia, Edizioni Giacché, 2015, p. 192, ISBN 9788863820-64-5.
    «Nell'80 il Ground Group si assesta a quartetto con il definitivo passaggio di Riccardo Bionducci al ruolo di batterista al posto di Cozzani. Una band coesa che mostra passione e grande destrezza tecnica con una preparazione teorica indubbiamente superiore alla media. Interessanti i voli solistici dei quattro che ben amalgamano un progetto sonoro volto a definire una musica dalle linee pure, dove le personalità dei singoli componenti concorrono a formare una precisa fisionomia del gruppo.».
  10. Emanuele Di Matteo, Il Jazz di quest'estate. La Spezia e dintorni, coi gruppi di Art Blakey, Johnny Griffin, George Adams-Don Pullen, George Coleman, Larry Nocella, Massimo Urbani, Open Form Trio, Ground Group (abstract), in Musica jazz, XXXVI, nº 10, ottobre 1980, pp. 17-18, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 14 novembre 2014.
    «Alle Grazie, invece, si è esibito anche un quartetto di giovani musicisti spezzini - Andrea Imparato, sax tenore, Glauco Bionducci, piano, Fabio Ricco, contrabbasso, e Riccardo Bionducci, batteria - che fanno dell'hard bop di buona fattura».
  11. Archivio della Società dei Concerti, anno 1980, su Società dei Concerti della Spezia. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2014).
  12. Varie, in Italia (abstract), in Musica jazz, XXXVII, nº 10, ottobre 1981, p. 12, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 15 novembre 2014.
    «Il Centro Jazz Hop Frog di Viareggio ha concluso la stagione jazzistica a metà luglio con un concerto tenuto dall'Orchestra di Gil Evans. Nei mesi precedenti, tra dicembre e maggio, l'Hop Frog aveva organizzato concerti con importanti gruppi americani: il trio di Barney Kessel, il quintetto di Roscoe Mitchell, il quartetto di John Carter, il quartetto di Enrico Rava, il trio di Duke Jordan, il quintetto di Billy Harper, il trio di Jim Hall, i pianisti Jaky Byard e Ran Blake, il quartetto di Sam Rivers».
  13. Enzo Cochetti, Il Ground Group della Spezia al Louisiana Jazz Club, in Il Secolo XIX (Genova), 18 febbraio 1982.
    «Questa sera debutterà al Louisiana il Ground Group della Spezia composto da Andrea Imparato (sax tenore e soprano), Glauco Bionducci (piano), Fabio Ricco (contrabbasso), e Riccardo Bionducci (batteria). Il complesso, che dedica la sua attività al jazz del periodo be-bop e hard bop, con particolare riguardo al lessico musicale di John Coltrane, presenta composizioni di Parker, Davis, Coltrane, Monk e Rollins».
  14. Elenco dei jazzisti famosi che si sono esibiti al Louisiana Jazz Club di Genova, su Archivio web dell'Italian Jazz Institute di Genova. URL consultato il 17 novembre 2014.
  15. Giorgio Lombardi, Genova. Novembre-Dicembre '82 al Louisiana Jazz Club: Peter Fhrenholtz, Sal Nistico, Ground Group, Bovisa N.O.J.B., Trio di Dado Moroni (abstract), in Musica jazz, XXXIX, nº 2, febbraio 1983, p. 13, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 15 novembre 2014.
    «Il Ground Group della Spezia (Andrea Imparato sax, Glauco Bionducci piano, Fabio Ricco contrabbasso, e Riccardo Bionducci, batteria) ha bissato il successo che aveva ottenuto all'atto del suo debutto nel jazz club genovese la scorsa stagione: rivisitando Parker col filtro coltraniano i neo-boppers spezzini percorrono con notevole disinvoltura quella che oggi molti considerano la strada maestra, facendosi apprezzare soprattutto per il compatto sound d'assieme, senza nulla togliere alla bravura dei singoli, tra cui spicca il giovanissimo batterista Riccardo Bionducci, un elemento da tenere d'occhio».
    Pino Pitto, Da Genova, in Ritmo, Monza, marzo 1982, p. 15, SBN IT\ICCU\LO1\1263429.
    «Il 18/2 il concerto si è articolato in due tempi: ai Galata Swingers si sono succeduti i quattro giovani del Ground Group nella seguente formazione: Andrea Imparato sax tenore e soprano, Glauco Bionducci piano, Fabio Ricco contrabbasso, e Riccardo Bionducci, fratello del primo, alla batteria. Dire che quello che hanno eseguito, voglio dire il modo con cui hanno suonato, ci ha entusiasmato è poco. Ottimi sul piano stilistico, hanno offerto una prova di intesa e di coesione cui raramente ci è dato di assistere. Veramente notevole il drumming di Riccardo Bionducci: duro e piacevole soffice a seconda dei casi, ottimo con le spazzole, intelligente e fine nella fase preparatoria dei cambi di tempo che attua con precisione e con assoluta padronanza. Elegante e misurato mi è sembrato, nonostante la giovane carriera (23 anni ma, come il fratello, dimostra meno) un batterista di classe!».
  16. Accade in Italia (abstract), in Musica jazz, XXXVIII, 8/9, agosto/settembre 1982, p. 7, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014. | Eliseo Baroni, Jazz Meeting, in Gazzetta di Modena, 21 luglio 1982. | In città è esploso il jazz e 400 persone hanno applaudito, in Gazzetta di Modena, 23 luglio 1982, p. 11.
    «La stupenda piazza piccola ha potuto ospitare, in una sola serata cinque tra i maggiori gruppi italiani del momento. Il pubblico è rimasto in piazza ad ascoltare, tra un bis e l'altro, fino all'1,30».
  17. Successo del Ground Group, in Il Secolo XIX (La Spezia), 3 agosto 1983.
    «Il Ground Group, il quartetto spezzino di jazz da anni in attività nella nostra città, ha partecipato nei giorni scorsi ad una rassegna di spettacoli che si è svolta a Pergine in Valsugana. Andrea Imparato (sax tenore e soprano) Glauco Bionducci (piano), Fabio ricco (contrabbasso), Riccardo Bionducci (batteria) hanno presentato il loro repertorio che va dai classici del bebop al post-Coltrane, riscuotendo un caloroso successo».
  18. N.S., Un festival internazionale del jazz sul Priamar, in Il Secolo XIX (Genova), 8 febbraio 1985.
  19. La Liguria in jazz domani al Louisiana, in Il Secolo XIX (Genova), 29 maggio 1985.
    «Oltre ai gruppi stabili del Louisiana parteciperanno il pianista savonese Riccardo Zegna, il Ground Group della Spezia ed il contrabbassista di Imperia Rosario Bonaccorso. L'intera jam-session, articolata in tre set, sarà ripresa dalla terza rete tv».
  20. Salvatore Biamonte, Tutta l'Italia in jazz (PDF), in Radiocorriere TV, nº 17, Rai Eri, aprile-maggio 1985, pp. 46-48. URL consultato il 16 novembre 2014.
    «Musicisti noti o addirittura notissimi come Pietro Tonolo, Rita Marcotulli, Mario Rusca, Flavio Boltro, Paolo Fresu, Piero Bassini, Roberto Gatto, Tino Tracanna, Mario Schiano, Antonello Salis, il Ground Group formato da Andrea Imparato (sassofono), Glauco Bionducci (piano), Fabio Ricco (contrabbasso), e Riccardo Bionducci (batteria), figurano accanto ad altri meno conosciuti o che vanno in cerca di gloria».
    Iniziate le sfide per la "Coppa del Jazz" Radiofonica (abstract), in Musica jazz, XLI, nº 6, giugno 1985, pp. 4-5, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014.
    «Al nastro di partenza sono 32 gruppi, selezionati tra i ben 160 (per un totale di quasi 700 musicisti) che avevano inviato la loro adesione».
  21. Sono questi gli "emergenti" per Forlì (abstract), in Musica jazz, XLI, nº 6, giugno 1985, p. 5, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014.
    «Per la seconda Rassegna nazionale dei gruppi jazz emergenti una giuria di giornalisti specializzati ha ascoltato in aprile ben 70 cassette inviate da artisti di tutta Italia ed ha selezionato dodici complessi per le tre serate finali».
    Nuovo successo del Ground Group. Il Jazz Spezzino entra in "Coppa". Un premio anche a Forlì, alla Rassegna dei gruppi emergenti, in Il Secolo XIX (La Spezia), 5 luglio 1985, p. 10.
  22. Emanuele Di Matteo, 26-28 novembre, Teatro Civico: Festival Internazionale del Jazz con Quartetto Andrea Pozza, Tullio De Piscopo Band, Phil Woods Quintet, Ground Group, Arp Quartet, Geoge Adams-Don Pullen Quartet, Franco D'Andrea Quintet, Michel Petrucciani Trio (abstract), in Musica jazz, XLIII, nº 2, febbraio 1987, pp. 8-9, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014.
    «Il secondo concerto in programma ha riservato una testimonianza spezzina con il Ground Group composto da Andrea Imparato al sax tenore, Gianluca Tagliazucchi al piano, Fabio Ricco al contrabbasso e Riccardo Bionducci alla batteria».
    Massimo Benedetti, Gli Spezzini con i grandi del jazz. Il Ground Group al Civico. Pezzo forte il quartetto Adams, in La Nazione (La Spezia), 27 novembre 1986.
  23. Emanuele Di Matteo, La Spezia e dintorni (abstract), in Musica jazz, XXXVII, nº 10, ottobre 1981, pp. 25-26, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014.
    «Dall'11 al 19 luglio: Open Form Trio, La Spezia Big Band (Bruno Tommaso, Maurizio Savoncelli, Alessandro Marchetti, Riccardo Bionducci, Andrea Carli, Antonio Traverso, Mauro Avanzini, Andrea Imparato, Giuliano Del Bello, Lauro Rossi, Fabio Cozzani, Maurizio Esposito, Graziano Nencioni, Glauco Bionducci, Gianni Grondacci, Paolo Cozzani, Francesco Carpena), Jazz Samba Trio, Quartetto Pepper Adams, Trio Cedar Walton, Quintetto David Schnitter, Borah Bergman, Quintetto Dannie Richmond, Muddy Waters Band».
  24. Emanuele Di Matteo, 14 novembre, Teatro Civico: "Spezia Big Band", Bobby Hutcherson-Tete Montoliu (abstract), in Musica jazz, XLI, nº 1, gennaio 1985, pp. 9-10, ISSN 0027-4542 (WC · ACNP). URL consultato il 16 novembre 2014.
    «La Spezia Big Band (Andrea Imparato, Stefano Bianchini, Lorenzo Cimino, Riccardo Bionducci, Luca Cosi, Maurizio Simonini, Lauro Rossi, Pietro Sinigaglia, Andrea Madrignani, Massimo Curti, Federico Giangandri, Maurizio Avanzini, Giovanni Peroni, Gianni Grondacci, Luca Raimondi, Paolo Cozzani) - Duo Bobby Hutcherson Tete Montoliu».
  25. Diego Sanlazzaro, Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti, La Spezia, Edizioni Giacché, 2015, pp. 138-139, ISBN 9788863820-64-5.
  26. Antonella Riacci, Musica al Millibar, in Nuovo cinema. Supplemento al Notiziario del Comune (Pisa), nº 1, Comune di Pisa, gennaio 1987.
    «Vogliamo rammentare, per i suoi caratteri di eccezionalità, la serata che ha visto la partecipazione del trombettista Paolo Fresu: la sezione ritmica, stimolata dalle originali linee stilistiche di Fresu, ha dato il meglio di sé e i musicisti presenti non hanno saputo resistere all'atmosfera che si era creata. Così, all'originale quartetto si è poi aggiunto Matthias Schubert al sax tenore, che ha costituito un drastico contrasto con la pacatezza del discorso di Fresu, arricchendo le musiche del quartetto in chiaroscuri e drammaticità; ed infine i due amici spezzini Andrea Imparato, anche lui al tenore e Riccardo Bionducci alla tromba hanno dato vita ad una jam session che ha entusiasmato il pubblico presente, trascinato ad una insistente richiesta di bis a un'ora ormai molto tarda. Una serata che non verrà dimenticata facilmente».
  27. A Viareggio jazz si dice Matilda, in La Repubblica, 14 ottobre 1993.
    «Dopo Tonolo, il 21 ottobre tocca alla voce della fiorentina Lucia Cappelli con Mauro Grossi, Nicola Vernuccio e Renato Ughi; il 4 novembre arriva il piano di Riccardo Arrighini, premiato al Barga Jazz Festival '93; l'11 c'è il trio di Nino Pellegrini e il 18 la tromba del formidabile Paolo Fresu. In dicembre si prosegue con gli Strani Itineranti, il 2; il 20eme Bistrot Septet il 9 e il Trio Padouk il 16».
    Jazz e festa di compleanno al circolo Arci Matilda, in La Nazione, 16 dicembre 1993.
    «Matilda propone, stasera, il 20eme Bistrot Septet. La formazione è stata definita dalla rivista Musica Jazz "uno dei gruppi più disinvolti tra i neo-boppers».
  28. Primavera Jazz Edizione 1993, su Primavera Jazz. URL consultato il 17 novembre 2014. | Primavera Jazz Edizione 1994, su Primavera Jazz. URL consultato il 17 novembre 2014. | Primavera Jazz Edizione 1995, su Primavera Jazz. URL consultato il 17 novembre 2014.
  29. Col Lacy Quartet superjazz a Massa., in La Repubblica, 16 aprile 1993, p. X.
    «La sua performance apre gli appuntamenti di Primavera Jazz che proseguirà i prossimi venerdì con i Libens, Salis ed il 20eme Bistrot Septet».
    Marco Rovelli, Tante primavere per il jazz, in La Nazione (Massa), 7 maggio 1993.
    «Prima di Salis si è esibito il 20eme Bistrot Septet che ha eseguito diversi brani di Wayne Shorter ed il classico standard Blue Moon, imperniato sulla tromba di Riccardo Bionducci: un'esibizione piacevole con un richiamo alla stagione aurea del jazz del bebop e l'hard bop. Un concerto dunque che ha chiuso degnamente la rassegna».
    Samba e bossa nova al Teatro Guglielmi di Massa con la chitarra magica di Irio De Paula, in La Repubblica, 3 maggio 1994, p. IX.
    «Prima di lui, che sarà da solo sul palcoscenico, set del 20eme Bistrot Septet capitanato dal trombettista Riccardo Bionducci».
  30. Lunatica Festival. Festival di musica prosa e danza, su portale.provincia.ms.it. URL consultato il 3 luglio 2015.
    «Lunatica Festival di musica prosa e danza, progetto che ha preso l'avvio nel 1995, è un Festival multidisciplinare che ha il suo baricentro nella musica, si realizza in un periodo di grande affluenza turistica (luglio-agosto) in luoghi di particolare rilevanza storico- artistica (castelli, borghi, ville, chiostri, pievi…) dei Comuni della provincia di Massa, in particolare nei Comuni della Lunigiana, dove sono quasi inesistenti i luoghi tradizionali deputati allo spettacolo (Teatri e Cinema) e quindi "Lunatica" vuole sopperire a questa mancanza. Lunatica Festival, nato nel 1995, ha proseguito con ricorrenza annuale; nel corso delle varie edizioni si è consolidato sia dal punto di vista della qualità che dell'organizzazione; ciò ha permesso l'inserimento del Festival Lunatica nel progetto regionale biennale 1999/2000 denominato "Toscanafestival" e dal 2001 nel progetto "La Toscana dei Festival"».
  31. Gianni Minà al Matilda. ascoltando il buon jazz rievoca Dizzy Gillespie, in La Nazione (Viareggio), 14 agosto 1993.
    «Il seducente suono della tromba di Riccardo Bionducci ha stuzzicato l'interesse del popolare giornalista: "Sembra un trombettista latinoamericano che suona jazz - ha commentato Minà - è molto bravo».
  32. Diego Sanlazzaro, Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti, La Spezia, Edizioni Giacché, 2015, p. 193, ISBN 9788863820-64-5.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Cavalli, Matteo Piazza e Aldo Venga (a cura di), 40 anni di Jazz alla Spezia, La Spezia, 2008, pp. 51, 58, 155-157, ISBN 9788896016-01-5.
  • Diego Sanlazzaro, Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti, La Spezia, Edizioni Giacché, 2015, pp. 119-120, 138-139, 192-193, 291-307, ISBN 9788863820-64-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Tema(i) : biografie jazz

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