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Cherif Karamoko

Da EverybodyWiki Bios & Wiki.


Cherif Karamoko
Karamoko Cherif.jpg
Nazionalità Guinea Guinea
Altezza Modulo:Wikidata:443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value) cm
Peso Modulo:Wikidata:443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value) kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Squadra Padova
Carriera
Giovanili
2018-Padova5 (0)
Squadre di club1
2019-Padova1 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

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Biografia[modifica]

È cresciuto a Nzérékoré, nel sud della Guinea, città vittima di conflitti etnici. Nel 2013, durante un attacco alla sua casa da parte di gruppi etnici concorrenti, vede il padre, Imam del quartiere, morire per via di una sparatoria e una settimana dopo il fratello scappare in Libia per fuggire alla giustizia della Guinea. Successivamente, nel 2015, anche la madre muore a seguito di ebola. Rimasto senza genitori, nello stesso anno si trasferisce dalla sorella scoprendo che il fratello è ancora vivo perché inizia a mandare soldi per il loro sostentamento. Intanto Cherif si rifugia nel gioco del pallone, come usava sempre fare, per sfuggire alla triste realtà che lo circonda. Non trovandosi più bene in quelle condizioni, decide di raggiungere il fratello in Libia. Quest’ultimo lo manda a prendere da un suo amico per percorrere i km che distanziano la Guinea dalla Libia. Tutta la tratta è difficile da percorrere per via delle innumerevoli guerre quindi, per arrivare a destinazione, ci impiega 3 mesi.

Appena giunto ad Al Gatrun, viene venduto dall’autista alle bande della zona le quali lo prendono, lo incarcerano e chiedono il riscatto di 2000 dinari libici che il fratello riesce a racimolare dopo 2 mesi. Durante la carcerazione Cherif subisce maltrattamenti, angherie, percussioni e gli è permesso mangiare solamente una volta al giorno. Riuscito a rimettersi in sesto in pochi giorni, col fratello decidono di intraprendere il viaggio verso Tripoli per raggiungere i barconi che li porteranno in Italia. Ma anche questo viaggio non risulta semplice. Per attraversare questa parte della Libia, devono sfuggire ad altre bande. Riescono a scampare il pericolo di essere di nuovo rapiti e arrivano alla meta 2 mesi dopo.

Una volta arrivati a Tripoli, rimangono altri 2 mesi lì ad attendere il loro “turno” per essere imbarcati. Iniziano il loro viaggio in pieno inverno. Salgono sul barcone in 143. Sbarcano in 23. Suo fratello muore per salvargli la vita durante una diatriba per conquistare i pochi salvagenti messi a disposizione dai trafficanti libici. Approdati sulle coste calabre il 18 Novembre del 2016, Cherif e gli altri sopravvissuti vengono mandati a Villa San Giovanni in una struttura di prima accoglienza. I primi mesi nella struttura non mangiava, alcune volte andava a raccogliere cibo dalla pattumiera, non dormiva e non faceva nulla perché privo di opportunità. Ma il sogno di diventare calciatore rimaneva quindi ogni mattina si alzava per andare a correre ed allenarsi.

Ad un pranzo organizzato a Campo Calabro dal Banco Alimentare e dalla Caritas parrocchiale incontra un uomo che lo ascolta e lo aiuta nelle piccole cose quotidiane, tanto da chiamarlo “padre”. Sta in cooperativa per due mesi e le condizioni peggiorano sempre di più. Assieme ai suoi amici vogliono andare a scuola, imparare l’italiano, ma la struttura non glielo permette e decidono di avviarsi in Prefettura. La Polizia gli dà completa ragione ma, qualche giorno dopo, arriva l’ordine di trasferimento al Nord per lui e altri 50 giovani.

La meta era Battaglia Terme. Lì fu svegliato da un’assistente della cooperativa che lo ospitava e lo iscrisse alla terza media dove ha imparato l’italiano.

Carriera[modifica]

La passione per il calcio lo spinge a partecipare ad un torneo tra cooperative. Lì, dopo 7 goal e la nomina di migliore in campo, viene notato da una signora che contatta immediatamente i dirigenti del Calcio Padova. Qualche giorno dopo fu chiamato per un allenamento con la Primavera del Padova. Cherif si allena duramente per 9 mesi, senza disputare mai nemmeno un amichevole con la prima squadra.

La sua occasione di presenta l’ultima giornata di di Serie B, l’11 maggio 2019 quando, per la prima volta, viene convocato a disputare la sua prima partita con la squadra ufficiale contro il Livorno.

Note[modifica]

1. "Più forte della guerra e della furia del mare. La favola di Cherif, a profugo a calciatore", Il mattino di Padova, 3 Giugno 2019;

2. "Conflitti, prigioni, naufragi, il sacrificio del fratello...e poi la B: Padova, l'Odissea di Karamoko", gazzetta.it, 4 Giugno 2019;

3. "La storia di Cherif Karamoko: dal barcone all'esordio in serie B", ilgiornale.it, 4 Giugno 2019;

4. "Cherif Karamoko: arrivato in Italia col barcone, potevo morire in mare come mio fratello", calciomercato.it, 4 Giugno 2019;

5. "Karamoko: dall'odissea coi barconi all'esordio in Serie B col Padova", foxsports.it, 4 Giugno 2019;

6. "Cherif Karamoko: In mare potevo morire, ora gioco in serie B", La Repubblica, 4 Giugno 2019;

7. "Cherif, salvato dal barcone ora sogno la serie A", Avvenire, 4 Giugno 2019;

Collegamenti esterni[modifica]

  • (de en it) Cherif Karamoko, su Transfermarkt.it, Transfermarkt GmbH & Co. KG. Lingua sconosciuta: de en it (aiuto)Errore Lua in Modulo:Wikidata alla linea 443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value).

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