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270bis

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270 bis
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Paese d'origineItalia Italia
GenereRock progressivo
Folk rock
Musica alternativa di destra
Periodo di attività musicale1993 – in attività
Album pubblicati5
Sito ufficiale

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I 270bis sono un gruppo musicale italiano originario di Roma, formatosi agli inizi del 1993. La sua appartenenza al genere della musica alternativa di destra lo colloca, per i contenuti espressi nelle canzoni, per la storia personale dei componenti e per la storia del gruppo, nell'area della destra identitaria.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il 270bis è l'articolo del codice penale italiano che punisce le associazioni eversive, quelle cioè che mirano al sovvertimento violento dell'ordine democratico.

Marcello De Angelis, leader del gruppo musicale, aveva cominciato a svolgere attività sovversive poco prima dei quattordici anni, negli anni settanta,

  1. REDIRECT Template:Citazione necessaria leader della formazione estremista di destra Terza Posizione. A sedici anni aveva cominciato a suonare la chitarra e comporre canzoni molto influenzate dalle sue attività. Riuscì a fare un solo concerto, con due chitarre di accompagnamento, nel 1979. L'anno successivo dovette lasciare casa e chitarra inseguito da un mandato di cattura.

In quel periodo ebbe molti amici arrestati, il fratello maggiore morto in circostanze non chiare in una cella di isolamento, la ragazza, incinta al quinto mese, detenuta fino all'avvenuta nascita di suo figlio. Seguirono nove anni di viaggi e permanenza all'estero (più o meno clandestina) con un breve intervallo carcerario in Inghilterra. Su richiesta di un amico incarcerato in Italia, registrò le sue canzoni su una musicassetta e gliela inviò.

Dopo quasi dieci anni De Angelis decise di tornare a casa e di scontare la condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione comminatagli "ai sensi dell'articolo 270bis" che trascorse nel carcere romano di Rebibbia. Dopo tre anni, grazie all'amnistia del 1989, tornò in libertà.

Ritorna a suonare nel 1993. Insieme a Claudio Scotti - detto Giannetto - un vecchio coimputato rincontrato dopo anni, al giovane ultrà laziale Antonello Patrizi - detto Babba - ed al batterista Gianluca Rizzante, costituì la prima formazione dei 270bis, così chiamati in onore dell'esperienza processuale. L'esordio dal vivo avviene a Roma il 18 settembre 1993 nei Giardini di Castel Sant'Angelo nell'ambito dell'"Hobbit 93" la festa dei giovani missini[1]

Il primo repertorio del gruppo fu composto di vecchie hit di Marcello De Angelis rivisitate (Settembre nero ed Eri bella), brani partoriti dietro le sbarre (Cara amica, El bandido, Salve sole ed Ehi guardia) ed altri nati dall'impatto del ritorno (Apri gli occhi) e dall'osservazione del nuovo ma vecchio mondo (Bomber nero e Spara sulle posse). L'anno successivo il salto di qualità con l'entrata nel gruppo del sassofonista Max Cocciolo, attualmente l'unico della formazione storica a suonare ancora con Marcello.

Dopo numerosi concerti, uscì il primo demotape Signori della guerra. I cinquemila pezzi tirati si esauriscono nel corso di un anno. Segue il secondo demotape Cuore nero con altre rivisitazioni dell'antico repertorio "deangeliano" e con nuovi brani che diventano ben presto altre hit (Non scordo e Claretta e Ben). Segue un periodo di dolente stasi e trasformazione. Tra boicottaggi e veti incrociati di praticamente tutte le forze politiche (ognuna per ragioni distinte), i 270bis continuano la loro attività di provocatori canori collezionando quasi cento concerti in quattro anni. La formazione si rinnova ad ondate successive.

Contenuti politici[modifica | modifica sorgente]

Come molti gruppi della cosiddetta "musica alternativa" nei testi dei 270bis sono espliciti i riferimenti al fascismo e alla militanza neofascista. Questa caratterizzazione politica dei testi delle canzoni si rispecchia nel seguito del gruppo che attrae nei suoi concerti un pubblico formato da aderenti a formazioni di estrema destra, il che trasforma questi eventi anche in momenti di aggregazione politica, con tanto di ostentazione di simboli e slogan di matrice fascista. Questo gruppo, insieme ad altri, è stato citato nel film-documentario di Claudio Lazzaro Nazirock.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. La Polemica sulla festa dei Giovani Missini, Corriere della Sera, 19 settembre 1993

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cristina di Giorgi, Note alternative, Roma, Edizioni Trecento, 2008. ISBN 978-88-95807-02-7

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Tema(i) : musica



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