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Vonatar

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Vonatar
UniversoLupo Solitario
Nome orig.Vonotar
Lingua orig.Inglese
AutoreJoe Dever
1ª app. inI Signori delle Tenebre
Editore it.Edizioni EL
app. it.1985
Specieumana
SessoMaschio
Etniasommerliana
PoteriMagia bianca e nera

Vonatar è uno dei principali personaggi della saga letteraria fantasy di Lupo Solitario, scritta da Joe Dever. Originariamente era un potente mago appartenente alla Confraternita della Stella di Cristallo, la gilda di maghi di Toran che pratica la magia bianca. Purtroppo Vonatar è senza scrupoli e assetato di potere ed è deciso a convincere il Capo della Corporazione a stringere un'alleanza con i Nadziranim affinché la Confraternita si impegni a studiare a fondo anche il sentiero proibito della magia nera.

Il mago traditore[modifica]

Una sera, dopo l'ennesima discussione con il Capo della Corporazione, Vonatar ruba dei libri proibiti e tenta di fuggire, ma viene scoperto da uno dei membri anziani della Confraternita. Vistosi smascherato, e intuendo che l'uomo andrà di corsa a denunciarlo presso il Capo della Corporazione, Vonatar lo uccide facendo ricorso ad una formula di magia nera che fa letteralmente esplodere il petto del vecchio mago. Da quel momento Vonatar verrà conosciuto come "il mago traditore" e verrà cercato ovunque... tranne che dove effettivamente vuole dirigersi, ovvero il confine con il Naogizaga, il continente un tempo fertile diventato la patria dei terribili Signori delle Tenebre. Qui verrà però intercettato da Falco della Tempesta, tutore di Lupo Silenzioso e di nuovo farà ricorso alla magia nera per sfuggire alla cattura. Falco della Tempesta verrà ucciso, e il suo giovane accolito Lupo Silenzioso sarà risparmiato solo perché nascosto alla vista di Vonatar, ma non dimenticherà mai quell'orrore e si impegnerà con tutte le sue forze per rendere giustizia al suo maestro.

Una volta giunto alla roccaforte dei Signori delle Tenebre, la terrificante cittadella di Helgedad, Vonatar incontrerà il Signore delle Tenebre Zagarna che dopo una iniziale diffidenza (anche se a dire il vero in Il massacro dei Ramas si parla di una "voglia di ucciderlo") gli concederà di apprendere dai suoi Nadziranim tutti i segreti della magia nera che bramava da tempo. A quel punto, la poca umanità rimasta in Vonatar scompare del tutto e il mago accetta senza il minimo rimorso di vendere la sua patria a Zagarna svelandogli il momento giusto per attaccare i Ramas: il giorno di Fehrmarn.

In più, probabilmente per assicurarsi una certa 'inviolabilità', Vonatar compie un atto che ben pochi al mondo avrebbero osato immaginare: con l'aiuto delle sue conoscenze della magia bianca e di quella nera fonde la sua mente con quella di Zagarna, diventando in questo modo parte di lui e rendendosi conto che all'interno della mente di Zagarna, dove avrebbe dovuto trovarsi il suo intelletto, non c'è nient'altro che la presenza del Dio Naar.

A questo punto tutto è pronto: con l'ausilio di una sterminata orda di creature vomitate dagli inferi i due si dirigono verso il Monastero Ramas, lo radono al suolo e uccidono tutti i suoi abitanti, tranne Lupo Silenzioso che per un caso fortuito giace svenuto nella foresta. Mentre infuria la battaglia ecco un colpo di scena: Vonatar viene sfidato da una curiosa entità semidivina di nome Alyss che lo tiene impegnato per tutta la durata del combattimento per dar modo a Lupo Silenzioso (ormai divenuto Lupo Solitario) di fuggire verso Holmgard e portare al re la tragica notizia. Alla fine del combattimento Alyss rende Vonatar un vecchio decrepito e nonostante tutti i suoi sforzi il mago traditore non riuscirà mai a tornare alla sua reale età di circa trent'anni (anche se in più di un'occasione sfrutterà questa vecchiaia a suo vantaggio).

Una volta sconfitto Zagarna, Vonatar si ritirerà nella gelida Kaltenland dove inizierà una serie di raccapriccianti esperimenti volti a trasformare gli abitanti di quel posto, i Barbari dei Ghiacci in creature fortissime e mostruosamente sanguinarie. Trovato e sconfitto da Lupo Solitario, sarà portato a Toran e gettato nel mondo del Daziarn dove non potrà più nuocere.

Chiarimenti[modifica]

All'inizio, sembrerebbe che in realtà le idee di Vonatar siano effettivamente volte solo ad espandere la conoscenza della magia della Confraternita per conoscere meglio i poteri magici dei seguaci di Naar e quindi di trovare anche dei modi per fermarli (oltre che per, come afferma più volte nel corso del libro Il massacro dei Ramas "trovare del bene anche nella magia nera"). Ma nel momento in cui Vonatar cede alla paura e uccide l'Anziano della Confraternita imbocca, forse non del tutto consapevolmente, un sentiero a senso unico verso la malvagità assoluta, anche se, almeno fino all'uccisione di Falco della Tempesta, Vonatar tutto sommato proverà un certo rimorso a ripensare a quell'episodio. Nel caso del brutale assassinio del Maestro Ramas si compie un'ulteriore e decisa mutazione del carattere di Vonatar, che più volte riassaporerà con gioia maligna il ricordo delle urla di terrore del Ramas. La definitiva consacrazione al Male assoluto avverrà nel momento in cui Vonatar accetterà dentro di sé la conoscenza della magia nera tramite i Nadziranim che gliela forniranno come una sorta di 'morso del vampiro' alla rovescia: se infatti il vampiro morde il collo delle vittime, spesso non consenzienti, per succhiarne il sangue, i Nadziranim passeranno la loro sapienza a Vonatar con un morso sul collo, inoculando in lui le loro conoscenze.

Vonatar e Carag[modifica]

«"Giak... no... nomi... hanno..." " Questo Giak avrà un nome!"»

(Dialogo tra Vonatar e Carag Il massacro dei Ramas)

Una menzione a parte merita il curioso rapporto di 'amicizia' tra Vonatar e Carag, un Giak particolarmente intelligente incontrato da Vonatar mentre si accingeva ad entrare nel Naogizaga (Il massacro dei Ramas). A differenza dei suoi simili, che si esprimono con un linguaggio rozzo e gutturale e spesso non riescono a comprendere appieno gli ordini più banali, Carag è riuscito ad imparare i rudimenti di base del linguaggio umano e riesce ad esprimersi in un modo sufficientemente articolato (anche se non proprio corretto dal punto di vista grammaticale).

Non si tratta sicuramente di un'amicizia nel senso tradizionale, ma a modo loro ognuno dei due è legato all'altro: Vonatar lo vede come un aiutante fedele, anche se non gli risparmia sofferenze e umiliazioni come l'imposizione del nome, cosa che per i Giak è a dir poco vergognosa (e tra l'altro apprendiamo in séguito nel libro che il nome che Vonatar affibbia al suo amico/aiutante è oltremodo insultante, significando 'fogna' in lingua Vassaka), mentre Carag giudica Vonatar un capo forte (se non altro all'inizio) e un punto di riferimento da seguire, oltre che come qualcuno che può difenderlo da Zagarna che abitualmente pasteggia a base di Giak.

Nonostante come gli altri rappresentanti della sua specie sia per natura tendente alla violenza, Carag spesso mostra una sorta di scintilla di umanità, che aumenta tanto più quella di Vonatar diminuisce (si veda ad esempio nel terzo romanzo di Lupo Solitario Caccia spietata, edito dalla EL nel 1990, quando Carag risparmia le torture più atroci ad un vecchio mago della Confraternita della Stella di Cristallo che Vonatar ha catturato e tiene prigioniero a Kaltenland), fino al punto di arrivare a diventare alleato di Lupo Solitario e tradire il suo vecchio padrone.

Da questo punto di vista Carag rappresenta l'ultima speranza di redenzione di Vonatar, l'ultimo salvagente che potrebbe ancora ricondurlo ad una vita più umana; speranze che però si spengono di fronte alla sua accanita resistenza a Lupo Solitario, venuto fino a Kaltenland per sconfiggerlo e assicurarlo alla giustizia.
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