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Un uomo e una voce - A Beniamino Gigli

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Un uomo e una voce – A Beniamino Gigli
Paese di produzioneItalia
Anno2017
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Generebiografico
RegiaGiuseppe Conti
SoggettoGiuseppe Conti
SceneggiaturaGiuseppe Conti
ProduttoreContifilm
Casa di produzioneContifilm
FotografiaDaniele Donati
MontaggioDaniele Donati
Interpreti e personaggi
  • Stefano Gagliardi: Beniamino Gigli
  • Yuri Manzi: Domenico Gigli, padre di Beniamino
  • Giulia Poeta: Ester, madre di Beniamino
  • Edoardo Menghini:
  • Eraldo Turra dei Gemelli Diversi: cuoco Zelli
  • Edoardo Mandolini: giovane Beniamino Gigli
  • Federico Baldoni: Beniamino Gigli bambino
  • Enrico Giovagnoli: maestro Enrico Rosati
  • Maricla Sediari: Contessa Laura Spannocchi
  • Francesca Carli: un soprano
  • Roberta Faccani: Dea Gioconda
  • Michele Pirani:

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Un uomo e una voce – A Beniamino Gigli è un film del 2017, diretto da Giuseppe Conti dedicato al tenore recanatese Beniamino Gigli.

Trama[modifica]

Un popolare borgo, padre ciabattino e madre casalinga, insieme cantano nenie. Beniamino cresce in una decorosa povertà con altri cinque fratelli. A l'età di sei anni vede il padre costretto a cambiare lavoro, diventare il campanaro della Cattedrale. Beniamino entra a far parte del coro della Cattedrale di San Flaviano, la sua voce emerge su tutte, incanta i fedeli in chiesa. Fa conoscenza con l'anziano prete della Cattedrale, don Romano, alla sera fanno passeggiate fino al Colle dell'Infinito, l'anziano sacerdote da la consapevolezza a Beniamino di essere nato nella città del grande poeta Giacomo Leopardi. Durante il periodo delle vacanze estive, Beniamino, viene mandato dal padre a imparare un mestiere, ma senza successo. A l'età di dodici anni finisce la scuola dell'obbligo. Inizia a lavorare come inserviente presso la farmacia del Dott. Verdecchia. Consegna a domicilio, intrugli, giugiole, con un carrettino trainato con una cinghia di cuoio e canta per le vie della città. Alcuni universitari di Macerata lo sentono cantare in chiesa, gli offrono la parte in uno spettacolo, " La fuga di Angelica " deve cantare da soprano, vestirsi da donna. Dopo alcuni impedimenti da parte dei genitori, ottiene la parte, è un successo. In una taverna, con campo di bocce, conosce un cuoco bolognese che lavora in un seminario a Roma, lo convince a trasferirsi a Roma dal fratello, gli promette grandi aiuti, che non si avvereranno mai. Arrivato a Roma manca l'ammissione alla Schola Cantorum di don Lorenzo Perosi. Si ritrova a fare l'inserviente in farmacia, soffre la fame, mangia "pezzetti"di scarti di carne divisi con il fratello Catervo . Inizia a studiare canto privatamente con il prof De Stefani, paga venti lire al mese. Trova lavoro come domestico presso la contessa Spannocchi, gli sarà di grande aiuto in molte occasioni. Una nuova insegnante di canto disposta a fargli credito, la prof.ssa Agnese Bonucci. Viene chiamato alle armi, conosce il suo primo amore, Ida, si frequentano tra via Nazionale e il Pincio . Scoppia la guerra di Libia, la sua ugola lo salva dal fronte. L'amore con Ida annega nel distacco. Vince il concorso a l'Accademia Santa Cecilia, inizia il suo successo. Alla sera canta sotto falso nome nel palazzo della contessa Spannocchi alla presenza del gran mondo romano. Ricevimento di fine corso Beniamino canta "O Paradiso" dall'Africana di Meyerber, tra la folla cicalante del gran mondo, siede silenziosa una donna vestita in modo umile, la mamma Ester, scoppiano applausi, il m° Rosati con voce greve si rivolge a Beniamino " Ora sei pronto per affrontare il mondo ". Immagini di repertorio Beniamino canta nei teatri più famosi del mondo. Canta sulla nave che lo riporta in Italia per i connazionali la canzone "mamma", l'arrivo alla villa l'abbraccio con la madre, i coloni lo festeggiano, canta "Se vuoi goder la vita". Le radio danno il triste annuncio, Beniamino Gigli è morto.

Collegamenti esterni[modifica]



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