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Teresina De Pierro

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata da Guglielmo e da Agnese Petroncelli, iniziò a scrivere in età adolescenziale e a 14 anni, nel 1873, pubblicò la sua prima raccolta intitolata Poesie. La silloge è presentata dalla stessa autrice con un messaggio diretto "Al mio lettore" in cui espone la sua professione di fede in Dio e nella sua terra natale, l’Italia, per la quale auspica "un miglior destino e figli non degeneri", e riscosse positivi consensi di critica[1]; fu molto lodata da Aleardo Aleardi al quale era dedicato il libro[2].Anche Maria Virginia Fabroni le dedicò una poesia[3].

Nel 1874 la casa editrice Barbera di Firenze pubblicò una seconda raccolta intitolata Affetti e Memorie che le consentì di entrare in contatto con Giosuè Carducci. Scrisse anche in prosa alcuni racconti pubblicati da periodici, in seguito raccolti e ripubblicati in un volume intitolato La viola del pensiero.

Nel 1875 tre sue poesie apparvero nell'antologia Cespo di rose per la scuola e la famiglia di Ignazio Cantù.[4] Collaborò giornalisticamente con alcune testate presenti sul territorio, come Il Risorgimento Lucano e La Nuova Lucania, e con le riviste L'Aurora di Adele Woena[5], Il Maestro italiano di Ildebrando Bencivenni[6] e La Margherita: strenna araldica per il gentil sesso di Prospero Arlotti e Goffredo di Crollalanza. Scrisse la canzone patriottica A Giannina[7]

Rese nel dialetto di San Martino la novella IX della Prima giornata del Decameron nel volume I parlari italiani in Certaldo, un omaggio di Giovanni Papanti per il cinquecentenario della morte di Boccaccio. Ne parla anche Giulio Natali, in Di Laura Battista e d'altre poetesse lucane.[8][9]

Fu socia dell'Accademia Pitagorica di Napoli.[10]

All'età di ventidue anni, sposò Luigi Manzone e con lui si trasferì in Argentina dove l'uomo scomparve poco tempo dopo[7].

Teresa De Pierro morì in Argentina all'età di 85 anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Poesie, Napoli, stab. tipografico del commend. G. Nobile, 1873.
  • Affetti e Memorie, Firenze, Barbera, 1874.
  • La viola del pensiero, Firenze, Barbera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Nell'opera intitolata Nel cuore del Sud (in Lucaniae dulces recessus), pubblicata dalla Società di cultura per la Lucania a Napoli nel 1962, Niccolò Ramagli alle pp. 226-230 cita la poetessa e riferisce si fosse ispirata all'Aleardi e al Guerrazzi e cita una lettera in cui ringrazia il Caracciolo per "averla fatta conoscere nel mondo letterario", specificando come "a San Martino, la Poesia s'incarnò in Teresina De Pierro". Antonio Lotierzo in San Martino d’Agri: storia ed immagini (Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1987) riferisce la citazione di Enrico Pani-Rossi, nelle sue considerazioni sulla situazione dell'analfabetismo (1868 p. 225): "si consideri come pel titolo della capacità, non s'abbiano che (...) un solo elettore a San Martino. Rarissima eccezione di donna colta e di studio, per questi motivi, è la poetessa Teresina De Pierro". Di seguito, Lotierzo aggiunge la scheda biografica della De Pierro e dice che il volumetto Poesie fu lodato dall'Aleardi. La sua attività letteraria è citata anche nei saggi del Gattini, del Vitale e del Claps.
  2. Giovanni Caserta, Storia della letteratura lucana, Osanna Venosa, 1993. URL consultato il 9 novembre 2018.
  3. Versi di Maria Virginia Fabroni 1874 - Tipografia Nistri. Pisa.
  4. Cespo di rose per la scuola e la famiglia raccolte da Ignazio Cantù, Milano, Tip. e libreria G. Agnelli, 1875, pp. 10; 48; 103.
  5. Almanacchi e strenne, in La Rivista europea, nº 2, 1874, p. 389.
  6. Giorgio Chiosso, I Periodici scolastici nell'Italia del secondo Ottocento, Brescia, La Scuola, 1992, p. 272.
  7. 7,0 7,1 Nicola D'Amico, Un libro per Eva: Il difficile cammino dell'istruzione della donna in Italia: la storia, le protagoniste, FrancoAngeli, 3 marzo 2017, ISBN 978-88-917-4995-6. URL consultato il 9 novembre 2018.
  8. Giovanni Papanti, I parlari italiani in Certaldo, Livorno, Tip. Vigo, 1875, p. 109. Giacomo Racioppi, Storia dei Popoli: vol. 2, Roma, Loescher, 1902, p. 342.
  9. Vittorio Fontana, Un letterato e poeta veronese, amico di Ippolito Pindemonte: Ilario Casarotti (1772-1834), Verona, Remigio Cabianca, 1923, p. 53. Giulio Natali, Di Laura Battista e d'altre poetesse lucane (con lettere inedite di Aleardo Aleardi, Pietro Fanfani e Giosue Carducci), in Rivista ligure di Scienze, Lettere e Arti, nº 1, XXXV (1913), p. 11.
  10. Dizionario biografico de' soci dell'Academia Pittagorica, Napoli, R. Rinaldi e G. Sellitto, 1884, 1884, p. 176.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]


Tema(i) : biografie letteratura

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