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Silvia Kramar

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di origine italo-americana, Silvia Kramar nasce a Milano, si è laureata in giornalismo presso la Boston University. È stata prima corrispondente dagli Stati Uniti del "Giornale", inviata in Centroamerica; poi, per quattro anni, corrispondente da New York del Tg4, del Tg5 e di Studio Aperto, quest'ultimo nato per informare sui fatti della Guerra del Golfo. Proprio durante una delle prime edizioni del telegiornale di Italia 1, nel 1991, la Kramar interruppe la conduzione di Emilio Fede, all'epoca primo direttore di Studio Aperto, annunciando l'inizio dei bombardamenti su Baghdad:[2][3]

«Pronto! Pronto! Hanno attaccato! Dunque da Baghdad c'è il corrispondente della ABC su canale 7 che dice che il cielo di Baghdad è pieno di aerei americani e di fiamme di fuoco!»

Silvia Kramar diventò la prima giornalista a dare notizia in Italia dello scoppio della prima Guerra del Golfo, suscitando una discussione sull'efficacia delle reti concorrenti.[2][4] A seguito dei suoi reportage le fu assegnato il premio Atkinson, come migliore giornalista televisiva dell'anno[5].

Seguì Emilio Fede al Tg4[6] ma la collaborazione si interruppe nel 1994[1] in seguito ad un'intervista realizzata dalla Kramar a Bill Clinton giunto in Italia per incontrare Silvio Berlusconi da poco eletto presidente del consiglio e mandata in onda sul Tg5 di Mentana senza che Fede ne fosse avvertito.[3]

Successivamente collabora con vari quotidiani e settimanali italiani, tra cui "Il Foglio", "Sette" e "Amica". Ha pubblicato, presso una casa editrice australiana, The Challenge 1993, cronistoria della sfida velistica di Azzurra alla Coppa America di Newport. In Italia, è uscito il suo libro Una storia americana: Mike Tyson, con cui ha vinto il premio Selezione Bancarella[7] e il premio Saisport per il miglior libro sportivo dell'anno. Vive e lavora negli Stati Uniti, ad Amagansett, negli Hamptons, è single e nel 2012 ha annunciato di aver adottato una bambina non vedente di nome Lili[8]. Inoltre, nel 2001 ha pubblicato con la casa editrice Spirali un libro dal titolo La musica della vita. Storia di una famiglia di ebrei italiani[9].

Insegna italiano nell'università del North Carolina, ha adottato una seconda figlia e gestisce un maneggio.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. 1,0 1,1 Fede "licenzia" la Kramar, in l'Unità, 8 giugno 1994, p. 2.
    «Silvia Kramar, collaboratrice dei tre telegiornali Fininvest, diventata un volto noto durante la Guerra del Golfo, è stata «licenziata» da Emilio Fede che non la vuole più tra i suoi collaboratori».
  2. 2,0 2,1 Laura Delli Colli, Raitre al contrattacco, 23 marzo 1991.
    «l'annuncio dell'attacco americano dato da Cnn [sic], poi a beneficio dell'Italia il primato di Emilio Fede, nel memorabile collegamento di Studio aperto da New York con Silvia Kramar, quindi il Tg3, poi il Tg1.».
  3. 3,0 3,1 3,2 Massimo Falcioni, Slvia Kramar: "Annunciai per prima la Guerra del Golfo. Feci lo scoop da casa, davanti a tre televisori", su tvblog.it, 9 giugno 2019. URL consultato il 31 luglio 2019.
  4. Renato Caprile e Stefania Di Lellis, Mezzo fiasco della teleguerra, poco ascolto per le TV scatenate, 15 gennaio 1993.
    «Quanto alla tempestività - ha concluso Mentana -, Fede deve ringraziare soprattutto Silvia Kramar, sua, ma anche nostra corrispondente dagli Stati Uniti"».
  5. Silvia Kramar, su spitali.it.
  6. Maria Novella Oppo, Emilio Fede trasporta Studio aperto a Rete 4: Il tg lascia Italia 1: colpo basso a Freccero?, in l'Unità, 7 marzo 1992, p. 19.
    «Emilio Fede trasloca armi e bagagli (cioè Studio aperto e la mitica Silvia Kramar) da Italia 1 su Rete 4. La proposta, anzi la decisione, è di Berlusconi in persona.».
  7. Selezionati i libri del premio Bancarella, in l'Unità, 2 luglio 1991, p. 25.
  8. Silvia Kramar: ho scelto di adottare una bambina non vedente e vi spiego che cosa mi è successo, su Ai.Bi. Amici dei Bambini, 28 agosto 2012. URL consultato il 7 maggio 2019.
  9. La musica della vita. Storia di una famiglia di ebrei italiani, su Chiweb.net, 4 febbraio 2002. URL consultato il 7 maggio 2019.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Tema(i) : biografie giornalismo televisione

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