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Roberto Nistri (storico)

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Biografia[modifica]

Professore di Storia e Filosofia presso il Liceo “Archita” di Taranto, come giornalista ha collaborato con un gran numero di giornali e riviste [1] tra i quali La Gazzetta del Mezzogiorno, il Corriere del Giorno, il “Quotidiano”, “Cultura e innovazione”, “Arengo” e “Cenacolo”. In passato ha diretta la rivista “Astolfo” e attualmente collabora con la rivista “Galaesus”, di cui è stato curatore negli anni 1986-2006. Attualmente è il curatore del blog “Nistrikòs”[2].

Come storico si è occupato estesamente della città di Taranto, affrontando nei suoi moltissimi scritti sull'argomento anche gli aspetti sociologici e sociali correlati allo sviluppo industriale della città, con particolare riferimento alle vicende politiche e giudiziarie delle acciaierie ILVA.

Un percorso iniziato con il volume collettivo “La città al Borgo. Taranto fra '800 e '900”, e proseguito con l'intervento in “Taranto da una guerra all'altra” e con il volume da lui curato “Taranto dagli Ulivi agli Alti Forni”.

Ne “La ballata degli affumicati. Taranto 2012-2013. Diario di bordo” l'autore analizza gli ultimi anni di attività del colosso siderurgico, e la sua influenza sul territorio e sulla vita delle persone che lo abitano.

In “L'età dell'acciaio. Taranto negli anni ‘70”, una raccolta di saggi di cui è curatore oltre che autore di degli interventi, ne ricostruisce la nascita. Nella prefazione al volume, il Prof. Nistri tratta ulteriormente le dinamiche che portarono allo sviluppo dell'ILVA a Taranto: “[…] Se in Italia gli anni Settanta sono stati riduttivamente qualificati come gli «anni di piombo», a Taranto possono essere certamente ricordati come gli «anni dell'acciaio», nel complesso una memoria non infelice. Mentre nel Mezzogiorno andavano accentuandosi sempre più le differenziazioni interne presentando un paesaggio economico «a pelle di leopardo», seguendo la distinzione di Rossi-Doria fra «polpa» e «osso», Taranto poteva vantare una bella fetta di «polpa». La cittadinanza poteva finalmente godersi il suo «miracolo economico» in ritardo, assistendo ad una crescita continua del reddito pro capite e assumendo con comprensibile orgoglio la nuova identità di «capitale dell'acciaio». Con il raddoppio dell'insediamento siderurgico, la Megamacchina celebrava i propri trionfi, alimentando l'illusione di una crescita illimitata tanto della produzione quanto dell'occupazione, una fantasia destinata a dissolversi nel decennio successivo […]”..

In un'intervista [3] rilasciata al sito web “Siderlandia" e ripresa dalla Gazzetta del Mezzogiorno, a tal proposito Nistri sostiene che “Non ci fu alcuna voce discordante al momento dell'avvio dello stabilimento siderurgico. I primi dissensi provennero da Antonio Rizzo quando l'Asi fornì le prime “licenze in bianco” all'Italsider, senza alcun piano regolatore approvato. Fu concesso all'Italsider di fare e prendere quello che voleva. Anche di realizzare l'area a caldo a ridosso della città, contrariamente a quanto si faceva nel resto del mondo. A Taranto questo fu fatto per risparmiare qualche miliardo per qualche chilometro di nastri trasportatori in più, e ciò fu possibile grazie alle “licenze in precario” concesse dall'amministrazione comunale dell'epoca”.

La storia culturale della città d Taranto è affrontata specificatamente nel volume edito nel 2015 “Taranto e il suo trickster. Tra futuristi e spartacisti”, recensito dal sito “Siderlandia ”[4]

Nell'ambito della sua produzione filosofica Roberto Nistri ha pubblicato una serie di scritti, il più noto dei quali è “Il briccone piumato”, in cui l'autore affrontò i cambiamenti che hanno interessato nei secoli il concetto di Eros.

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • AA.VV. “La città al Borgo. Taranto fra '800 e '900”, Mandese, Taranto, 1983
  • AA.VV. “Taranto da una guerra all'altra”, Mandese, Taranto 1986
  • AA.VV. (a cura di Roberto Nistri) “Taranto dagli Ulivi agli Alti Forni”, 2 vol., Mandese, Taranto, 2007-2008
  • AA.VV. (a cura di Roberto Nistri) “L'età dell'acciaio. Taranto negli anni ‘70”, Mandese, Taranto, 2011
  • "La ballata degli affumicati. Taranto 2012-2013. Diario di bordo”, 96 p., Edizioni Dal Sud, Bari, 2013
  • “Taranto e il suo trickster. Tra futuristi e spartacisti”, Scorpione Editrice, Taranto, 2015
  • Il briccone piumato. Metamorfosi dell'eros, Calice, Potenza, 1993.
  • “Una incerta appartenenza”, Scorpione Editrice, Taranto, 2016

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