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Piero Sacerdoti

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Biografia[modifica]

Figlio dell'ing. Nino Sacerdoti e di Margherita Donati, figlia di Lazzaro Donati, dopo la maturità classica al Liceo Parini di Milano, si laureò con lode alla Facoltà di legge di Milano con una tesi in diritto amministrativo «L'associazione sindacale nel diritto italiano», stampata dalle «Edizioni Lavoro» nel 1928 e l'anno successivo pure con lode alla Facoltà di Scienze economiche e sociali di Pavia.

Nel 1929 superò gli esami di Procuratore Legale e nel 1931 conseguì la libera docenza in Diritto del Lavoro dopo che era stata pubblicata la sua opera «L'associazione sindacale nel diritto pubblico germanico».

Nel 1928 entrò a far parte del personale dell'Assicuratrice Italiana del gruppo RAS, chiamato dall'allora condirettore avv. Carlo Ottolenghi che aveva letto due suoi articoli sul giornale Il Sole sulla situazione finanziaria tedesca. Nel 1933, la società lo nominava vice direttore e gli affidava lo sviluppo del lavoro estero che comprendeva Spagna, Svizzera, Francia e Belgio.

L'amministratore delegato della RAS Arnoldo Frigessi di Rattalma lo nominò nel 1936 direttore della Protectrice –Accidents e della Protectrice-Vie di Parigi, controllate dalla RAS. Nel 1940, in seguito all'occupazione tedesca di Parigi, la direzione del gruppo Protectrice si spostò a Marsiglia, e nel febbraio 1943 a Nizza, sotto occupazione italiana, quando i tedeschi occuparono la Francia del sud.

Il 14 agosto 1940 si sposò a Marsiglia con Ilse Klein nata a Colonia (Germania), figlia dell'avv. Siegmund Klein, da cui ebbe quattro figli, testimone di nozze fu il cugino Angelo Donati.

Dopo l'8 settembre 1943, perseguitato dai nazisti per la sua appartenenza alla confessione ebraica, riuscì a rifugiarsi con la moglie Ilse, il figlio Giorgio e i genitori in Svizzera.[1]

A Ginevra tenne lezioni di diritto amministrativo italiano nei corsi organizzati dall'Università di Ginevra per gli studenti italiani rifugiati in Svizzera dopo l'armistizio. Altri docenti di questi corsi furono celebri studiosi quali Luigi Einaudi (politica economica e finanziaria), Gustavo del Vecchio (istituzioni di economia politica), Francesco Carnelutti (teoria generale del diritto), Amintore Fanfani (storia economica), Donato Donati (diritto costituzionale italiano).

Liberata Parigi nel 1945 rientrò in Francia e riprese il suo posto di lavoro alla Protectrice, che crebbe per importanza, collocandosi appena dopo le società di assicurazione francesi nazionalizzate. Nel 1947 la sua attività fu premiata con la nomina a Direttore Generale. Nel 1949, a soli 43 anni, Sacerdoti fu nominato Direttore Generale della RAS a Milano e mantenne l'incarico fino alla sua morte improvvisa per infarto cardiaco nel 1966.[2][3]

Attività professionale[modifica]

Promosse l'installazione di nuovi calcolatori per la gestione della compagnia ed il suo spostamento dalla sede di via Manzoni 38 ad una nuova sede, progettata dagli architetti Gio Ponti e Piero Portaluppi, in corso Italia 23, inaugurata dall'allora arcivescovo Montini (poi Papa Paolo IV) il 19 maggio 1962.[4][5]

Al progetto partecipò come protagonista con precise direttive perché esso rispondesse a rigorosi criteri di funzionalità scaturiti dalla sua esperienza e dalle sue visite ai più moderni palazzi sedi delle Imprese assicuratrici sorti in Europa in quegli anni.

Sacerdotipieromontini.jpg

In Italia la nuova sede RAS fu il primo nuovo edificio creato nel secondo dopoguerra come sede direzionale di Banca e Compagnia di Assicurazione e a Milano rimane tra i migliori esempi di opera di architettura destinata ad ufficio, insieme agli altri palazzi di Gio Ponti per le sedi Montecatini, Edison, Rai ed al grattacielo Pirelli.

Tra le innovazioni da lui introdotte nei prodotti della compagnia, citiamo le polizze globali, che consentono la copertura di più rischi con un unico conteggio del premio, la stima preliminare del rischio dell'assicurazione incendio, l'aggiornamento automatico dei rischi nelle garanzie per i rischi civili, il raddoppio del capitale vita in caso di infortunio, la garanzia di pagamento in caso di morte dei debiti assunti, la concessione d'una partecipazione agli assicurati degli utili di bilancio del ramo vita, il raddoppio del deposito a risparmio presso la Cariplo in caso di premorienza, l'assicurazione vita di gruppo per i dipendenti di una stessa azienda, l'aumento periodico triennale dei capitali assicurati sulla vita a tariffa scontata, l'assicurazione contro il rischio di montaggio delle macchine, l'assicurazione grandine per gli agrumeti. Promosse la dotazione di una copertura assicurativa ai piani Cofina di acquisto rateale di azioni quotate in borsa con impegno pluriannuale, creati nel 1956, per garantire il buon fine della operazione di investimento per gli eredi in caso di morte dell'investitore durante il periodo di impegno.

Nel 1954 venne chiamato alla Cattedra di Diritto del Lavoro all'Università degli Studi di Milano, incarico che poi lasciò nel 1964 a causa dei suoi cresciuti impegni professionali.

Nel 1963 Sacerdoti divenne responsabile anche dell'organizzazione estera del Gruppo RAS e battezzò l'azienda «La Compagnia dei Cinque Continenti», aprendo nuovi uffici e sedi nel mondo e visitando tutte le direzioni estere e le Compagnie collegate in poco meno di due anni.

Durante la sua gestione (1950-1966) i premi del gruppo RAS ebbero un incremento del 482% e quelli della sola RAS del 285%.

Piero Sacerdoti fu definito dalla importante rivista francese «L'Argus» «assicuratore di spirito europeo e di rinomanza mondiale».[6]

Fu uno dei membri più influenti della Associazione Nazionale tra le Imprese Assicurative (ANIA) e della Commissione Consultiva delle Assicurazioni nel Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato. Fu assertore dell'informazione assicurativa e delle pubbliche relazioni, facendosi promotore del Centro Studi Assicurativi di Milano, a lui intitolato dopo la sua morte.

Fu tra gli iniziatori nel 1953 ed esponenti più qualificati del Comitato Europeo delle Assicurazioni (CEA), destinato a rappresentare gli interessi d'insieme dell'industria europea. Fu fautore della liberalizzazione dei servizi e della solvibilità delle imprese.

Studiò fin dal 1957 il rischio di danni a terzi nello sfruttamento pacifico dell'energia nucleare e partecipò ai lavori dell'OECE (Organizzazione Europea per di Cooperazione Economica) per l'elaborazione di una convenzione internazionale, firmata nel 1960, rivolta ad evitare disparità giuridiche tra i vari paesi europei. Promosse la costituzione del " pool" assicurativo nucleare italiano, associato a simili "pools " esteri, per mettere a disposizione dell'industria nucleare italiana la garanzia massima per danni a terzi reperibile sul mercato mondiale. Nel 1959 mise in opera la prima polizza italiana di assicurazione di danni atomici, concernente il reattore subcritico sperimentale installato presso l'Università di Cagliari.[7]

Si occupò dell'istituzione di un fondo di garanzia per il risarcimento delle vittime di automobilisti sconosciuti o insolvibili, opponendosi tuttavia, almeno in un primo tempo, ad un'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile automobili, temendo interferenze dello Stato sulla gestione privata delle Compagnie.

Per quanto riguarda il sistema pensionistico, auspicò la creazione di piani previdenziali volontari ad integrazione della previdenza obbligatoria.

Numerose furono le pubblicazioni di Sacerdoti in campo assicurativo sulle riviste professionali, sui periodici e sui giornali. Tra le altre ricordiamo lo studio sulle possibilità di sviluppo assicurativo nel continente africano (1952), la trattazione storica su «Le assicurazioni private nella regione lombarda (1954) », «Le assicurazioni delle cauzioni nel mercato assicurativo italiano» (1956), «Le assicurazioni dei rischi delle vendite a rate» (1956), «L'assicurazione dei rischi di credito nella vendita a rate di beni strumentali» (1958), «Le assicurazioni nel commercio con l'estero» (1957), lo studio pubblicato sul Sole dedicato ad «Un secolo di attività assicurativa nell'economia italiana (1865-1965) », gli articoli pubblicati sulla situazione dell'industria assicurativa all'inizio di ogni anno sul Sole di Milano e su varie riviste estere, il volume pubblicato dal Centro Studi Assicurativi sulla tecnica assicurativa, gli studi per la riforma della previdenza sociale in Italia e sulla Responsabilità Civile Auto.

La sua morte, avvenuta improvvisamente per infarto, fu accompagnata da un unanime cordoglio dal mondo assicurativo e finanziario italiano e estero.

Il senatore Eugenio Artom, Presidente dell'Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (ANIA), lo ricordò così il 10 gennaio 1967: «Era una personalità che lasciava il segno di sé – dovunque passava – per l'altezza dell'ingegno, per la ricchezza della cultura, per la sua attività prodigiosa, per la passione – soprattutto – che in tutto ciò che faceva, in tutto quello che creava egli portava così vivamente, così caldamente. Nel campo dell'industria, nel campo della formazione di nuovi organismi internazionali o sopranazionali, nella creazione di strumenti nuovi per preparare i giovani alla vita assicurativa, dovunque egli ha lasciato il segno della sua potenza, mentre il fatto di aver saputo, per dieci anni della sua esistenza, unire all'attività di uomo operante nel campo dell'economia – ed operante con così ampie responsabilità e così alto impegno – la meditata feconda attività di insegnante di diritto dalla cattedra universitaria, sta a rivelare a pieno la multiforme capacità di questa complessa, vigorosa, personalità. »[8]

Fu insignito del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana nel 1953, di Cavaliere della Legion d'onore francese nel 1954 e della medaglia d'oro del Comune di Milano alla memoria nel 1967.

Note[modifica]

Onorificenze[modifica]

Commendatore al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore al merito della Repubblica Italiana
— 1953.
Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore
— 1954.
Medaglia d'oro del Comune di Milano alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro del Comune di Milano alla memoria
— 1967.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]


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