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Nicola Palomba

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Biografia[modifica]

Il sacerdote Nicola Vincenzo Palomba nacque ad Avigliano, presso il palazzo di famiglia, il 23 ottobre 1746, da antica famiglia gentilizia. Il padre, Don Giovanni Francesco Palomba, aveva sposato Donna Orsola Pacifico di Forenza, dal quale matrimonio Nicola nacque. Oltre a lui, il matrimonio generò Gennaro (sacerdote giacobino) e Giustiniano (avvocato giacobino). Intraprese i suoi studi presso l'Università de' Regj Studj di Napoli. Successivamente, si dedicò ad attività didattiche, dovendo poi ritornare presso la natia Avigliano in seguito ad un'accusa per omicidio, che sostenne dinanzi alla Regia Udienza di Basilicata insieme al fratello Gennaro. L'accusa si rivelò priva di fondamento, e Nicola tornò a Napoli, dove entrò a far parte d'una locale loggia massonica. Nel 1793 partecipò alle attività della Società Patriottica Napoletana di Carlo Lauberg, finendo per essere coinvolto nelle accuse della congiura giacobina del 1794.

Successivamente si ritirò nuovamente ad Avigliano, mantenendo frequenti contatti con i compagni della capitale. Allorquando si svilupparono le vicende della Repubblica Napoletana del 1799 (dove trovò la morte in combattimento il nipote Francesco) tornò a Napoli insieme al fratello Giustiniano. Qui, in occasione dell'innalzamento dell'albero della libertà gli venne affidato il compito di pronunciare il discorso ufficiale[1]. Fu tra i principali accusatori del rivoluzionario Prosdocimo Rotondo, a cui veniva addebitato di essersi appropriato di ingenti somme di denaro. Accusa poi rivelatasi del tutto priva di fondamento[2][3].In seguito venne nominato Governatore di Matera, dove ebbe come valido comandante militare Felice Mastrangelo. Dopo la caduta di Matera divenne Commissario per la difesa di Altamura[4][5]. Caduta la repubblica, venne giustiziato il 14 ottobre 1799 in Piazza del Mercato, a Napoli. Vincenzo Cuoco ne ricorda il fermo atteggiamento sul patibolo. A chi gli adombrava la possibilità di avere salva la vita denunciando altri rivoluzionari rispose: “Vile schiavo ! Io non ho saputo comprar mai la vita con l'infamia”[6].

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

  • Nicola Palomba, su lucania1.altervista.org. URL consultato il 5 maggio 2019.

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Tema(i) : biografie politica

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