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Massimo Lauro

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Errore Lua in Modulo:Wikidata alla linea 443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value). La collezione Lauro, nata nel 1990, include oltre trecento opere d'arte. Il Giardino dei Lauri, spazio espositivo e associazione non profit, inaugurato il 13 settembre 2009 a Città della Pieve in provincia di Perugia, è stato voluto da Massimo Lauro e da sua moglie Angela per accogliere ed aprire al pubblico le loro acquisizioni: una selezione di circa settantacinque opere di autori italiani ed internazionali rientranti tutti nella fascia di età compresa tra i trenta e i quarant'anni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Massimo Lauro è figlio di Ercole ed Elena d'Aragona. Il nonno era l'armatore e politico Achille Lauro, fondatore della maggiore compagnia di navigazione privata italiana e sindaco di Napoli dal 1952 al 1958. Compiuti gli studi superiori a Napoli ed a Paderno del Grappa (Treviso), nel 1979 Massimo Lauro si laurea a Genova alla facoltà di Economia e Commercio. Nello stesso anno sposa Angela Maria Favorite (nata a Roma nel 1953, da padre americano e madre romana) e comincia a lavorare all'ufficio noleggi ed all'ufficio tecnico della Compagnia di Navigazione Lauro. Dal 1981 al 2009 ha gestito la società di brokeraggio assicurativo Lauro Assicurazioni, fondata a Napoli nel 1979. Negli ultimi anni, Massimo Lauro si è soprattutto dedicato alla sua attività di collezionista d'arte contemporanea e all'attività dello spazio Il Giardino dei Lauri.

Collezione[modifica | modifica sorgente]

Inizio della collezione: Arte Concettuale (1990)[modifica | modifica sorgente]

Massimo Lauro ha iniziato a collezionare dal 1990, spinto da un amore per l'arte contemporanea nato fin da quando era molto giovane. I suoi genitori infatti erano dei collezionisti e, come lui stesso afferma, in un primo momento cercava di imitare le scelte di suo padre e di sua madre, comprando opere dell'arte italiana del dopoguerra e opere di artisti degli anni sessanta (come ad esempio l'italiano Mario Schifano o gli americani della Pop art). Ben presto, però, si rese conto che di quegli artisti – il cui valore storico ed economico era ormai cresciuto – poteva permettersi solo opere minori. Decise dunque di puntare sugli artisti della sua stessa generazione e, inaugurando tale direzione, la prima opera che comprò fu una tempera di Gino De Dominicis presso la Galleria Lia Rumma (galleria napoletana in quegli anni molto vicina all'arte concettuale).

Seconda parte della collezione: Neo-Geo, Post-Human (1990 - 1992)[modifica | modifica sorgente]

L'interesse per un fare artistico che sia prima di tutto un atto mentale fa avvicinare Massimo Lauro ad uno degli esponenti più ortodossi dell'arte concettuale: Joseph Kosuth, artista statunitense che – dalla fine degli anni sessanta – ha dato vita alla riflessione sulla relazione tra arte e linguaggio: riproducendo definizioni linguistiche ricavate da dizionari e citazioni di scrittori, associati a fotografie e oggetti svariati. Negli stessi anni – dal 1990 al 1992 – Massimo Lauro comincia ad approfondire il suo interesse per gli artisti appartenenti al gruppo Neo-Geo (Neo Geometric Conceptualism). Inizia a seguire la loro galleria di riferimento, la Sonnabend Gallery, diventando così amico di Ileana Sonnabend. L'eterogenea produzione del Neo-Geo recupera in chiave postmoderna linguaggi e forme del costruttivismo, del minimalismo, della Pop art e della color field painting, ma su base produttiva ed esclusivamente mercantile. Dal 1992, grazie anche a numerosi soggiorni a New York e all'amicizia con l'art advisor Kim M. Heirston, Massimo Lauro si avvicina agli artisti del movimento Post-human che prende il nome dall'omonima mostra itinerante del 1992-93, curata da Jeffrey Deitch, presso il Museo d'Arte Contemporanea di Losanna, il Castello di Rivoli a Torino, la Fondazione Deste ad Atene, il Deichtorhallen ad Amburgo. Ne sono esponenti artisti venuti alla ribalta tra gli anni ottanta e gli anni novanta che, soffermandosi sul rapporto tra estetica e tecnologia, s'interrogano su ciò che significa essere umani in un'epoca in cui il corpo è oggetto di manipolazioni per opera di chirurgia plastica, genetica e cibernetica.

Terza parte della collezione: gli anni della Th.e. – Theoretical events (1994-1998)[modifica | modifica sorgente]

Gli anni tra il 1994 e il 1998 furono caratterizzati dall'esperienza della Th.e. – Theoretical events, galleria d'arte contemporanea aperta da Massimo Lauro, insieme all'imprenditore e collezionista napoletano Guido Cabib, nel centro storico della città. La Theoretical events fu la prima galleria napoletana a proporre artisti che affidavano la loro creatività a mezzi considerati allora extra–artistici: diffondendo l'amore per la fotografia ed influenzando, in tal senso, il collezionismo napoletano. Si può affermare che l'attività espositiva della Theoretical events ha fatto da riassunto e compendio della fotografia americana contemporanea: William Eggleston, Richard Prince, Jack Pierson, Nan Goldin, John Baldessari e Laurie Simmons. Ed ha presentato, per la prima volta in Italia, le opere dell'autore più rappresentativo della Young British Artists: Damien Hirst (nel 1996). Tutti autori entrati a far parte della collezione di Massimo Lauro che, come lui stesso ha affermato, diventò probabilmente uno dei maggiori clienti della galleria.

Sviluppi più recenti della collezione: l'attenzione per gli artisti di nuova generazione (dal 2000 in poi)[modifica | modifica sorgente]

Collezionare, per Massimo Lauro, significa anche un progetto ed una scelta in continua evoluzione. La scommessa, dal 2000 ad oggi, è infatti quella di soffermarsi sugli artisti emergenti, a livello internazionale, oppure artisti di età più giovane rispetto alla sua generazione.

La Collezione Lauro nel Giardino dei Lauri[modifica | modifica sorgente]

Dal 13 settembre 2009 a Città della Pieve, in provincia di Perugia, ha aperto al pubblico Il Giardino dei Lauri. Spazio espositivo costituito da due diverse aree: il Giardino vero e proprio, caratterizzato dalla presenza di alcune grandi opere all'aria aperta, e il Capannone di oltre seicentocinquanta metri quadri. La ristrutturazione del Capannone è stata firmata dagli architetti Alberto Sifola e Vincenzo Sposato. Nella sede de Il Giardino dei Lauri è esposta una selezione di circa settantacinque opere di autori italiani ed internazionali, tutti rientranti nella fascia di età compresa tra i trenta e i quarant'anni. Le acquisizioni della Collezione di Massimo e Angela Lauro sono testimoniate dalla presenza di artisti come Adam Helms, Alex Israel, Nicola Pecoraro.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Laura Leonelli, Nan Goldin. Un dolente album di famiglia., Il sole–24 ore, 24 novembre 1996.
  • Vincenzo Trione, Omaggio a Baldessari. Barbie e le vie dell'allegoria, Il Mattino, 2 luglio 1997.
  • Nan Goldin e Guido Costa, Ten years after, West Zone, 1998.
  • Angelo Trimarco, Napoli ad Arte 1985/2000, Editoriale Modo, Milano, 1999.
  • Castelli in Aria.Arte di fine millennio, Catalogo Mostra Castel Sant'Elmo di Napoli, Umberto Allemandi & C., Torino, 2000.
  • Achille Bonito Oliva e Sergio Risaliti (a cura di), De Gustibus Collezione Privata Italia, Catalogo Mostra Palazzo delle Papesse, Siena, 2002.
  • Adriana Polveroni - Marianna Agliottone, ll Piacere dell'Arte. Pratica e fenomenologia del Collezionismo contemporaneo in Italia, Johan & Levi editore, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Tema(i) : arte biografie

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