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Maria Cira Destro

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Relazione dei Padri Cappuccini inerente le stimmate di suor Maria Cira Destro, successiva alla sua morte del 1818, Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc 16.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Al secolo Maria Antonia, nasce a Corleone l'11 Marzo 1782 da Gaetano Destro e Serafina Governali[1] e muore a soli 36 anni, lasciando una testimonianza luminosa di umiltà, di perdono, di attenzione ai poveri e di amore per la croce di Cristo, a cui fu associata con la sofferenza e le stigmate.

Vita religiosa[modifica | modifica sorgente]

Nel 1801 entra nel monastero della SS. Annunziata di Corleone[2][3] e diventa clarissa con la professione religiosa del 7 aprile 1804[4]. La sua vita religiosa è caratterizzata dall'amore per Cristo crocifisso e da fenomeni mistici descritti nelle lettere che il confessore, decano Benedetto Canzoneri, scrive a mons. Gabriele Maria Gravina, vicario capitolare dell'arcidiocesi di Monreale. Tali lettere sono conservate presso l'archivio storico della Chiesa Madre di Corleone[5].

Fenomeni mistici[modifica | modifica sorgente]

Suor Maria Cira avrebbe sperimentato vessazioni diaboliche e opposizioni da parte delle consorelle che la fanno allontanare dal monastero ritenendo contagiose le piaghe[6][7] che le erano apparse al petto, alle mani e ai piedi[8][9] e che lei definirà "divine Misericordie"[10].In particolare, due lettere del Canzoneri a mons. Gravina affermano che: «Il 3 maggio 1810, festa dell' inventio crucis, le si aprì una piaga in forma di croce al braccio sinistro, ma si rimarginarono le piaghe delle braccia e delle mani. Il 24 giugno dello stesso anno comparve un'altra piaga nel braccio destro a forma di cuore»[11].

Nel 1811 rientra nel chiostro per volontà di mons. Gravina che aveva un rapporto epistolare con la religiosa la quale avrebbe preannunciato il ritorno delle piaghe, che agli occhi delle consorelle sarebbero risultate più contagiose di prima[12][13][14]. In molti accorrono al monastero per affidarsi alle sue preghiere[15], tra i quali si ricordano mons. Severino Agraz, vicario generale della diocesi di Monreale, e il futuro vescovo di Lipari, mons. Carlo M. Lenzi, e varie testimonianze del tempo, conservate negli archivi storici della diocesi di Monreale[16][17] e dei Cappuccini di Palermo[18][19], parlano di fatti prodigiosi come estasi[20], profezie[21][22] e guarigioni[23].

Suor Maria Cira Destro, incisione, 1824, fatta realizzare a Napoli da mons. Gabriele M. Gravina.

Non mancano, però, le opposizioni di qualche sacerdote, in particolare del canonico Giuseppe Bentivegna, visitatore del monastero, che la ritiene responsabile della sospensione del commercio di pane, dolci e cera da lui intrapreso con la complicità della badessa Angela Anzalone e che suor Maria Cira avrebbe ritenuto contrario allo spirito francescano di povertà[24]. Con suor Maria Cira vive in monastero la sorella Biagia la cui presenza in clausura viene autorizzata da mons. Gravina perché le monache non vogliono assisterla, essendo spesso costretta a letto per le sue piaghe[25]. Più volte viene esaminata da sacerdoti inviati dalla curia diocesana di Monreale e persino da un'apposita commissione di Cappuccini e da un medico fisico nominati dal vescovo mons. Domenico Benedetto Balsamo[26]. Il canonico Giovanni Sanicola, vicario foraneo di Bisacquino, la osserva varie volte "nel tempo della Comunione, e dopo la Comunione grondante di vivo sangue, che le scorrea dalla faccia[27]" e il canonico Calogero Giacone, nonostante alcune consorelle dicano che sia "ossessa per suggestione[28]", parla del suo carattere umile e dei suoi gesti di carità verso i poveri, in quel difficile periodo storico numerosi a Corleone, e afferma che la vita di suor Maria Cira "presenta uno sviluppo reale dello spirito di Dio"[29]. Alcune lettere del confessore parlano anche di "nozze mistiche"[30].

In una delle sue profezie[31] avrebbe predetto l'arrivo di Garibaldi in Sicilia, la soppressione del suo monastero con le leggi eversive e il ritrovamento del corpo di Sant'Oliva come nelle leggende ricordate da Giuseppe Pitrè[32] e Giuseppe Agnello[33]. Nelle sue profezie ci sono anche rimandi alla Casa di Loreto, a Torre di Faro e a Santa Eustochia dello stesso ordine di Santa Chiara.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Costretta ad uscire ancora una volta dalla clausura[34], con Breve Apostolico della Santa Sede dell'aprile 1818, a causa dei vari tentativi fatti in monastero per avvelenarla, muore dopo pochi mesi nella casa paterna, in fama di santità, il venerdì 24 luglio 1818 all'età di trentasei anni[35]. Sepolta nel monastero[36], già nella prima metà dell'Ottocento all'interno della comunità ecclesiale corleonese viene proposto di dare inizio al processo di beatificazione della mistica[37]. Secondo testimonianze scritte coeve delle consorelle, tra le quali suor Maria Teresa Ciavarello, suor Maria Gabriela Sangiorgi, suor Maria Angelica Guarneri e suor Maria Giachina Trumbaturi, alla sua morte e, per alcuni mesi, intorno alla sua tomba, si sarebbe sentito uno straordinario profumo (osmogenesi) e si sarebbero verificate delle guarigioni al contatto con oggetti o indumenti a lei appartenuti[38].

Traslazione del corpo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1894, anno della repressione dei Fasci siciliani[39], per volontà di mons. Domenico Gaspare Lancia di Brolo, il corpo di suor Maria Cira Destro riposa nella Chiesa Madre della cittadina di Corleone[40][41], dove vi è una via a lei intitolata[42]. La traslazione nella Chiesa Madre non avviene, però, senza difficoltà. Lo storico Giovanni Colletto narra che nell’ex monastero dell'Annunziata, soppresso con le leggi eversive del 1866 e 1867, in particolare nella parte divenuta caserma, un carabiniere che dorme nei pressi del sepolcro di suor Maria Cira ha una visione in cui la monaca “lo rimproverava delle sue bestemmie e gli dichiarava di volere essere tolta da quel posto. Il carabiniere ne ebbe così profonda impressione che diede segni di alienazione mentale[43]. All'inizio il generale Roberto Morra di Lavriano e della Montà che, in seguito alla proclamazione dello stato d’assedio in Sicilia contro il movimento dei Fasci dei lavoratori, riceve pieni poteri come Regio Commissario Straordinario, si oppone al trasferimento del corpo di suor Maria Cira Destro[44]. Corleone è un centro importante di protesta contadina per l’opera di Bernardino Verro, sindaco sindacalista ucciso dalla mafia, che proprio nel 1894 viene arrestato e condannato al carcere come uno dei capi dei Fasci[45]. In quell’anno il clima a Corleone è abbastanza teso ma alla fine il sindaco Gandolfo Bentivegna autorizza la riesumazione delle spoglie di suor Maria Cira e il loro trasferimento nella Chiesa Madre[46] dove attualmente sono custodite in un sarcofago marmoreo[47] nella cappella laterale di San Francesco d'Assisi[48][49]. Nel 2018 la tomba è inserita dal FAI nel percorso delle Giornate di Primavera all'interno anche del Progetto "Apprendisti Ciceroni" per studenti liceali impegnati nell'Alternanza Scuola Lavoro[50].

Fama di santità[modifica | modifica sorgente]

Suor Maria Cira Destro è stata in passato conosciuta col titolo di "Serva di Dio",[51][52][53] ed anche per questa ragione mons. Cataldo Naro l'ha inserita nella litania delle figure di santità della Chiesa monrealese[54][55][56],. In occasione del bicentenario della morte (1818-2018)[57][58][59] sono state raccolte nella diocesi di Monreale varie testimonianze storiche utili all'avvio del processo di beatificazione[60] secondo l'iter delle cause antiche, per il quale la Conferenza Episcopale Siciliana ha dato parere favorevole in data 12 marzo 2019 su richiesta di mons. Michele Pennisi[61][62][63]. La presenza delle stimmate non è pertanto ancora riconosciuta come autentica dalla Chiesa cattolica.

Opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Ignoto pittore della prima metà del XIX secolo, Suor Maria Cira Destro, Corleone, Chiesa dell'Immacolata.

Nella chiesa dell'Immacolata di Corleone si conserva una tela di anonimo pittore ottocentesco nella quale è raffigurata con le stimmate davanti all'Ecce Homo, "innanzi al quale suor Maria Cira soleva effondere le sue preghiere. Si narra che dall'altarino pigliava i fiori e ne regalava quelli, cui aveva ottenuto la grazia desiderata, e rimandava a mani vuote con buone parole, quando il Signore non esaudiva le sue domande"[64][65]. Alla base della tela si legge la seguente iscrizione: “Alla rimembranza felice della Sig‐a Suor Maria Cira Destro Moniale Professa del Ven.le Mon.ro di S.a M.a Annunciata di Corleone, l’eroica vita di questa Religiosa, figlia veramente degna del serafico padre è così ammirabile, che per quanto se ne dica, è sempre poco. L’intatto giglio di purità, la celeste fiamma di amore verso l’immacolato Agnello, la fervida devozione verso la B.ma Vergine, la gran carità verso il Prossimo, l’umiltà, la mansuetudine, le virtù tutte insomma onde fioriva ne formerebbero il più distinto elogio, straordinarie piaghe e altri insigni doni Celesti di cui arricchilla il Divino Sposo. La lode di rara Vergine irreprensibile è un tributo che merita. La patria ha dovuto risentir la perdita di persona sì degna di tutt’i riguardi, donna ricolma di tutti i doni dello Spirito Santo. Sul verde degli anni al trentaseiesimo dell’età e diciottesimo di Religione il Venerdì 24 luglio 1818 chiuse Ella i lumi in pace a questa terra[66].

Altre due tele ottocentesche, custodite a Corleone presso le famiglie Terrusa e Troia, la raffigurano con le stimmate che furono osservate da un pittore, di cui si sconosce il nome, chiamato subito dopo la morte[67]. Mons. Gravina nel 1824 fece anche realizzare a Napoli un’incisione che la ritrae a colloquio con l'Ecce Homo e un'effigie in cera, sempre ottocentesca, chiusa in scarabattola e conservata nella Chiesa Madre di Corleone[68]. Nella chiesa di San Bernardo da Corleone si conserva una teca reliquiaria con un sandalo appartenuto alla religiosa clarissa[69].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Bernardo Briganti, Vincenzo Campo, Francesco Marsalisi, Suor Maria Cira Destro. Storia di una mistica corleonese, Bisacquino 2018, p. 5.
  2. Leoluca Cascio, Il monastero della Badia Nuova di Corleone, in Briganti et al., pp. XX-XXXVII.
  3. Per la storia del monastero dell'Annunziata di Corleone cfr. L. Scalisi, La fondazione del monastero della SS. Annunziata. Politiche familiari e devozioni pubbliche nella Corleone di inizio Seicento, in R. L. Foti, I. Fazio, G.Fiume, L. Scalisi, Storie di un luogo. Quattrosaggi su Corleone nel Seicento, Palermo 2004, pp.147-190.
  4. Briganti et al.,  p. 13
  5. Documenti manoscritti dell'Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I-Curia Spirituale, n. 9/388, 1809-1826.
  6. Cfr. Articoli formati per l’esame de’ Testimonj ne’ Processi della Causa Corleonenze di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Suor Maria Cira Destro Religiosa Professa del Monastero della SS.ma Annunziata di S. Chiara e Egli non v’ha dubio che… 28 giugno 1826, entrambi nell'Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  7. Ettore Piccione, Fiat voluntas Dei, in Briganti et al., p. 139.
  8. Angela Sabatino, Suor Maria Cira Destro (1818 – 2018), su Il caffè storico, 24 luglio 2018. URL consultato il 1º maggio 2019.
  9. Briganti et al., pp. 12-16, 18, 25-26, 38, 77, 99.
  10. Lettera del decano B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 28 marzo 1815, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388. 
  11. Lettere del can. B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 14 e 28 giugno 1810, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  12. Briganti et al., pp. 16-19.
  13. Lettera del can. B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 13 dicembre 1810, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  14. Cf. Egli non v’ha dubio che… 28 giugno 1826, documento dell’Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388
  15. Cfr. Lettera di Carlo M. Lenzi al decano Canzoneri, 30 luglio 1812, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388
  16. Suor Maria Cira Destro, documenti relativi al processo di beatificazione, Archivio storico diocesano di Monreale, Fondo Governo Ordinario, sez. II Curia Diocesana, classe: giudiziario, serie IV Tribunale per le cause dei santi, n. 617, fascicolo 3, genere: busta, 1804‐1894
  17. Ricerca on line esistenza del faldone su suor Maria Cira Destro presso archivio storico diocesano di Monreale., su archiviomonreale.sicilia.it.
  18. Relazioni di fatti riguardanti la Serva di Dio Suor Maria Cira Destro da Corleone, sec. XIX e una incisione, Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc 16.
  19. Schema archivio dei Cappuccini di Palermo con estremi faldone su suor Maria Cira Destro. (PDF), su archivumdoc.it.
  20. Cfr. Testimonianza di Gaetano Sangiorgi, 26 maggio 1812, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  21. corleoneracconta, La città delle ” cento chiese ”., su corleoneracconta, 3 settembre 2012. URL consultato il 1º maggio 2019.
  22. Chiesa della Immacolata-Corleone, su www.virtualsicily.it. URL consultato il 1º maggio 2019.
  23. Lettera del medico Carmelo Badolato a mons. G. M. Gravina, 10 luglio 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  24. Cfr. documento del 14 ottobre 1813 col quale alcune monache del Monastero della SS. Annunziata di Corleone si rivolgono al vicario capitolare di Monreale, mons. G. Gravina, per denunciare la badessa che non osserva la regola e fa “negozi di cera, di biscotti ed altri dolci, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  25. Briganti et al., p. 20.
  26. Benedetto Canzoneri, Egli non v'ha dubio che… documento manoscritto dell'Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n.9/388, 28 giugno 1826.
  27. Relazione del Vicario Foraneo di Bisacquino Can. Giovanni Sanicola, 26 novembre 1811, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  28. Relazione del can. C. Giacone a mons. G. M. Gravina, 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  29. Ibidem.
  30. Lettera del decano B. Canzoneri a mons. G. M. Gravina, 6 e 31 luglio 1813, 20 ottobre 1813, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388
  31. Briganti et al., pp. 107-112, 117-120..
  32. Giuseppe Pitrè, Feste patronali in Sicilia, Torino-Palermo 1900, pp. 67-68.
  33. Giuseppe Agnello, La leggenda di S. Oliva, Siracusa 1923.
  34. Cfr. Lettera di mons. Severino Agraz, vicario generale della diocesi di Monreale al decano di Corleone Benedetto Canzoneri, Monreale 31 luglio 1817, Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I – Curia Spirituale, n. 9/388.
  35. Briganti et al., pp. 86-98.
  36. Corporazioni religiose soppresse di Corleone. Monastero della SS. Annunziata sotto il titolo della Badia Nuova, Archivio di Stato di Palermo, vol. 212.
  37. Gennaro Rotondo, Elogio funebre di monsignor d. Gabriele M. Gravina, dell'ordine di S. Benedetto della Congregazione cassinese, Tipografia Sangiacomo, 1840, pp. 16.
  38. Relazioni di fatti riguardanti la Serva di Dio Suor Maria Cira Destro da Corleone, sec. XIX, Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc 16.
  39. Figure di Santità, su iissdoncollettoalternanza.it. URL consultato il 1º maggio 2019.
  40. G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, ristampa Palermo 1992, pp. 349-350.
  41. Suore a Corleone/3 - Maria Cira, veggente, su ilcuoreeilleone. URL consultato il 1º maggio 2019.
  42. Stradario di Corleone, Provincia di Palermo, su vie.openalfa.it. URL consultato il 1º maggio 2019.
  43. G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, rist. anast. a cura di Helix Media Editore, Palermo 1992, pp. 349-350.
  44. Briganti et al., p. 115.
  45. Cfr. D. Paternostro, L’antimafia sconosciuta. Corleone 1893‐1993, Palermo 1994, pp. 21‐54.
  46. Cfr. Suor Maria Cira Destro, documenti relativi al processo di beatificazione, Archivio storico diocesano di Monreale, Fondo Governo Ordinario, sez. II Curia Diocesana, classe: giudiziario, serie IV Tribunale per le cause dei santi, n. 617, fascicolo 3, genere: busta, 1804‐1894.
  47. Cfr. Vincenzo Pizzitola, Colligite fragmenta, in Briganti et al., p. VIII.
  48. F. Marsalisi‐C. Ridulfo, Ecclesia sancti Martini  ‐ Storia e arte della chiesa madre san Martino di Corleone, Bagheria 2012, p. 55.
  49. M. La Neve (a cura di), La Chiesa Madre San Martino di Corleone, Corleone 2012, pp. 176-177.
  50. Presentate le Giornate FAI di Primavera 2018. A Corleone le "venerabili virtù" di santi e beati, su cittanuove-corleone.net. URL consultato il 2 maggio 2019.
  51. G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, rist. anast. a cura di Helix Media Editore, Palermo 1992, p. 350.
  52. 500 anni di arte, cultura e devozione in mostra a Terrasini.
  53. Mostra “Santi e santini. 500 anni di Cultura, Arte e Devozione”, su www.alqamah.it. URL consultato il 1º maggio 2019.
  54. C. Naro, Amiamo la nostra Chiesa. Lettera pastorale ai fedeli della Chiesa di Monreale, Monreale 5 novembre 2005, p. 17.
  55. Litania figure di santità della Chiesa monrealese., su terradinessuno.wordpress.com.
  56. Lettera pastorale di Mons. Cataldo Naro, 2005. (PDF), su centrocammarata.com.
  57. Autore notiziariosicilia-L'Uomo e il Mediterraneo, BICENTENARIO DELLA MORTE DI SUOR MARIA CIRA DESTRO, su NOTIZIARIO SICILIA, 22 luglio 2018. URL consultato il 1º maggio 2019.
  58. gaetanof, Suor Maria Cira Destro. In un libro la storia della suora corleonese - FiloDiretto, su Filodiretto Monreale, 11 luglio 2018. URL consultato il 1º maggio 2019.
  59. Mario Midulla, La vita di suor Maria Cira Destro, Corleone racconta la sua mistica, Giornale di Sicilia, 24 luglio 2018., su cittanuove-corleone.net.
  60. Bicentenario della morte di Suor Maria Cira Destro 1818-2018, arcidiocesi di Monreale. URL consultato il 20 aprile 2019.
  61. Causa di beatificazione, su Suor Maria Cira Destro. URL consultato il 28 aprile 2019.
  62. Conferenza Episcopale Siciliana-sessione primaverile, su chiesedisicilia.org, Calatafimi, 11-13 marzo 2019.
  63. La richiesta di apertura della causa a mons. M. Pennisi è stata fatta dall'Associazione "Suor Maria Cira Destro" di Corleone.
  64. G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, rist. anast. a cura di Helix Media Editore, Palermo 1992, p. 350.
  65. Per il legame simbolico tra suor Maria Cira e i fiori cfr. Danilo Priori, Suor Maria Cira Destro, piccolo fiore di Dio, in Briganti et al., pp. X-XV.
  66. Alunni I.C. “G. Vasi” di Corleone, Lingua, arte, storia, tradizioni nella Chiesa dell’Immacolata, Corleone 2008/2009, pp. 35-36.
  67. Briganti et al., pp. 99, 113.
  68. Briganti et al., p. 106.
  69. Giuseppe Terrusa, Suor Maria Cira Destro: arte, testimonianze e aneddoti, in Briganti et al., p. 148.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Documenti manoscritti dell'Archivio storico della Parrocchia San Martino (Chiesa Madre) di Corleone, Sezione III/Attività, Serie I-Curia Spirituale, n. 9/388, sec. XIX.
  • Documenti manoscritti dell'Archivio storico diocesano di Monreale, Fondo Governo Ordinario, sez. II Curia diocesana, classe: giudiziario, serie IV Tribunale per le cause dei Santi, n. 617, fascicolo 3, genere: busta, 1804-1894.
  • Documenti manoscritti dell'Archivio Convento Cappuccini di Palermo, Sezione II/Superiori Generali, Capitoli Generali, Carpetta 5, Fsc. 16, sec. XIX.
  • G. Rotondo, Elogio funebre di monsignor d. Gabriele M. Gravina, Tip. Sangiacomo, Napoli 1840.
  • G. Colletto, Storia della città di Corleone, 1936, rist. anast. a cura di Helix Media Editore, Palermo 1992.
  • C. Naro, Amiamo la nostra Chiesa. Lettera pastorale ai fedeli della Chiesa di Monreale, Monreale 5 novembre 2005.
  • N. Anselmo, Tutti i Santi di Corleone, Palladium, Trapani 2008.
  • Alunni I.C. “G. Vasi” di Corleone, Lingua, arte, storia, tradizioni nella Chiesa dell’Immacolata, Corleone 2008/2009
  • Governali G., Corleone storia e arte, Palladium, Corleone 2010.
  • F. Marsalisi-C. Ridulfo, ECCLESIA SANCTI MARTINI Storia e arte della chiesa madre di san Martino di Corleone, Palladium, Bagheria 2012.
  • M. La Neve (a cura di), La Chiesa Madre San Martino di Corleone, Qanat, Corleone 2012.
  • G. Mistretta, Lettera a Corleone, Kimerik, Patti 2013.
  • Bernardo Briganti, Vincenzo Campo, Francesco Marsalisi, Suor Maria Cira Destro. Storia di una mistica corleonese, in Collana "Scripta manent" (n. 3), Bisacquino, Biblioteca “Ludovico II De Torres” del Seminario Arcivescovile di Monreale, 2018.
  • M. Oddo, Le rondinelle sessantottine, Palladium, Corleone, 2019.

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