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Lapidi storiche di Rovereto

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Non tutte le lapidi storiche di Rovereto si possono raggruppare in base all'epoca nella quale sono state posate. Le lapidi elencate di seguito sono dedicate ai roveretani illustri e ai personaggi illustri che visitarono o transitarono per la città

Lapide a Paolo Orsi (1859-1935)[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Orsi 1.JPG
Lapide paolo orsi rovereto.JPG

Paolo Orsi (1859-1935) Dalle tradizioni culturali della sua terra attinse l'impulso alla ricerca archeologica attuata in fortunatissimi scavi nel Trentino nella Sicilia nella Calabria Illustrò le sue vaste indagini con opere di dottrina che gli diedero fama nel mondo e lo portarono agli onori del senato tenne vivo nel cuore il ricordo e l'amore per la città natale che volle erede delle sue raccolte d'arte. Questa lapide è posta davanti al MART di Rovereto.

Alla memoria dell'archeologo senatore Paolo Orsi della Trinacria e della Magna Grecia esploratore principe onde millenarie civiltà dissellando dovizia di monvmenti e di preziose suppellettili all' ammirazione dei secoli ridonava Rovereto da LVI splendidamente dotata qvesto marmo consacra e qvesta sva casa nativa a culto dei posteri decreta.

Viene descritto da molti come un uomo “dall'aspetto severo e dignitoso, dal passo lento e marcato come quello di un vecchio generale” è uno dei primi a dedicarsi alla neonata scienza ed è in particolare conosciuto, nell'ambiente italiano, come lo scopritore delle prime civiltà che popolano il Trentino (a tutt'oggi le sue opere rimangono una fonte indispensabile per tali studi). Dopo la formazione Universitaria, tra Vienna, Padova e Roma, a soli 20 anni, il giovane ricercatore, appassionato di numismatica e linguistica, ha già pubblicato la raccolta più completa per la ricostruzione delle località trentine dalla civiltà romana. Si trasferisce poi in Italia dove ottiene la cittadinanza e successivamente il ruolo di direttore del museo locale di Siracusa, che arricchirà con i reperti di tutte le antiche civiltà sicule, guadagnandosi una fama mondiale. Trascorre ben 46 anni nella Magna Grecia, e dal 1908 al 1924 tiene la soprintendenza della Calabria: qui porta alla luce i famosi Dioscuri, sculture in marmo del V secolo a.C. trovate a Locri, tuttora apprezzabili presso il museo di Napoli. Gli scavi archeologici della Magna Grecia rimangono l'attività principale per tutto l'arco della sua vita, tanto che rifiuta l'offerta di varie cattedre presso le maggiori università italiane, e continua le sue ricerche anche dopo l'ottenimento della carica di Senatore. Ritornerà tuttavia a Rovereto sempre più spesso in tarda età, contribuendo al funzionamento dell'accademia e del museo civico ancora in formazione, cui donerà in seguito tutto il materiale raccolto in Trentino non che i suoi scritti.

Lapide a Federico Halbherr (1857-1930)[modifica | modifica wikitesto]

Federico Halbherr.JPG

Federico Halbherr archeologo e maestro sapientissimo insigne esploratore della minoica civiltà onde le scoperte delle arcane leggi di Gortina del palazzo di Fetos e della villa di Aghia Triada lo onoreranno nei secoli in qvesta casa il 15 febbraio 1857 al decoro della nazione e dell'archeologica italiana favstamente nasceva 15.II.1857 17.VII.1930.VIII

Le vicende di questo ricercatore si incrociano spesso con il percorso di un altro archeologo roveretano, Federico Harberr (1857-1930). Questi, laureatosi all'Università “La Sapienza” di Roma, nel 1883 si iscrive ad un corso di epigrafia greca tenuto ad Atene da qui il seguito si sposta alla volta dell'isola di creta. Qui compie la sensazionale scoperta delle 12 lastre giuridiche de Gortina, che rappresentano allora “il più grande momento epigrafico ellenico conosciuto in europa” rendendo la sua fama internazionale. Con Paolo Orsi pubblica in seguito la monografia dedicata agli scavi dell'antro dei Zeus Ideo. Grazie a questi successi gli viene affidata la cattedra di epigrafia greca a Roma. Non dimentica tuttavia la sua passione archeologica e dal 1899 è impegnato come direttore dalla missione archeologica italiana, durante la quale rivela le leggi di Festos e Hoghia Triada; sembra inoltre svolgere anche un ruolo politico e diplomatico in preparazione dell'imminente occupazione militare italiana della zona. Viene nominato come Paolo Orsi socio perpetuo del Museo Civico costituito nel 1855 al quale dona molti reperti e pubblicazioni.

In memoria del suo operato, il comune di Rovereto gli dedica quindi una lapide, posta anch'essa nel 1937 e ideata da Don. Rossaro, in via Mercerie.

Venerabile Maria della Croce(1926)[modifica | modifica wikitesto]

(Via Mazzini n°33, Piazza Loreto)

In piazza Loreto, sulla casa dove la mistica monaca nacque nel 1603. La lapide fu realizzata a cura di un Comitato per il centenario di S.Francesco. L'autore dell'epigrafe è Don Rossaro. Elegante piastra di marmo con gli angoli arcuati delle dimensioni di m. 1,30 X 1,10 fornita dalla ditta Ilario Passamani a cura di un Comitato costituitosi per la celebrazione del Centenario di S. Francesco, Patrono d'Italia. Fu inaugurata la domenica 3 ottobre 1926. Il testo dell'epigrafe è del committente Don Antonio Rossaro.

Giovanna Maria della Croce (1930)[modifica | modifica wikitesto]

(Vicolo Conciatori n°6, nei pressi del portone d'ingresso dell'Istituto omonimo)

In Via Conciatori, presso il portone d'ingresso del Convento fondato da Giovanna Maria. Iniziativa del Comitato pro onoranze a mons. Vigilio Parteli, decano di Rovereto, nel suo Giubileo sacerdotale. Autore dell'epigrafe è Don Rossaro. Lastra di marmo nembro di Verona, delle dimensioni di m. 1,00 X 0,80 con quattro borchie agli angoli; fornita dalla ditta Scanagatta. Omaggio del titolare Signor Onorato, non volendo essere pagato. Iniziativa del Comitato esecutivo pro onoranze Mons. Vigilio Parteli, Protonotario Apostolico A.I.P. Prelato Domenico di S.S. Arciprete Decano di Rovereto, nel suo Giubileo Sacerdotale – Cinque lustri di Arcipretura. Fu inaugurata il 22 giugno 1930. Il testo dell'epigrafe è del committente Don Antonio Rossaro.

Archivio Rovereto lapidi e iscrizioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Pagina Lapidi storiche a Rovereto ospitata su Wikisource, un elenco delle lapidi presenti nella città di Rovereto
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