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I Signori del Destino

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I Signori del Destino
Feit vede arrivare i Signori del Destino
Titolo originaleThe Lords of Destiny
Lingua originaleinglese, italiano
Paese di produzioneSvizzera
Anno2016
Durata14:30 min
Rapporto16:9
Generethriller
RegiaMarco Cassiano
SoggettoMarco Cassiano
SceneggiaturaKate Velgera, Marco Cassiano
ProduttoreMarco Cassiano
Produttore esecutivoVideus ex machina
Casa di produzioneVideus ex Machina
FotografiaEmiliano Ranzani
MontaggioMarco Cassiano, Igor Samperi
Effetti specialiAtxurdin Gonzato
MusicheMatteo Stocchino, Camila Koller
ScenografiaZoran Vasilijevic
CostumiNataliya Dreshpan
TruccoCamila Koller
Interpreti e personaggi
  • Camila Koller: Feit
  • Luca Maciacchini: Il Rosso Signore del Destino
  • Ernesto Jesus Valzer: Nero Signore del Destino
  • Riccardo Pullarà: Bianco Signore del Destino
  • Marco Cassiano: Mastro di Porta
Doppiatori italiani
  • Dario Penne: Rosso Signore del Destino
  • Camila Koller: Feit
  • Marco Cassiano: Nero Signore del Destino

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I Signori del Destino (The Lords of Destiny) è un cortometraggio del 2016 diretto da Marco Cassiano e interpretato da Camila Koller, Luca Maciacchini, Riccardo Pullarà ed Ernesto Jesus Walzer, prodotto da VIDEUS ex machina.

I Signori del Destino rappresenta il film di esordio del regista ed è stato presentato in prima mondiale a New York City il 26 aprile 2017 in occasione del Festival cinematografico New Film Makers Film Festival in lingua originale sottotitolato in italiano. La versione italiana è stata doppiata da Dario Penne, il celebre doppiatore di Antony Hopkins, nell'interpretazione del personaggio il "Rosso Signore del Destino" e la stessa attrice Camila Koller che interpreta Feit.

Trama[modifica]

Feit conduce una vita normale, senza mai fare scelte, adattandosi costantemente alla vita, indipendentemente da cosa le accada. Non prende decisioni, tutto le va bene e si adegua agli eventi, senza passioni, senza ambizioni, senza desideri. Questo è inaccettabile per i Signori del Destino rappresentati dal Rosso Signore del Destino (Luca Maciacchini), il Nero Signore del Destino (Ernesto Jesus Valzer) ed il Bianco Signore del Destino (Riccardo Pullarà). I tre Signori rappresentano la società contemporanea, il marketing (rosso), le istituzioni religiose e la mafia (bianco) e la forza di pubblica sicurezza (nero). Per punizione Feit viene rinchiusa in una prigione oscura, un limbo nero, nel quale ha solo una seggiola, un tavolo, un letto ed i servizi igienici. Il film comincia proprio al risveglio di Feit in questo limbo nero. Spinta dal suo innato spirito di adattamento, dopo uno smarrimento iniziale in cui insegue la luce di una finestra che poi si chiuderà inesorabilmente per sempre, è guidata solo da fasci di luce che si accendono e si spengono, scandendo il procedere del tempo.

I Signori del Destino irrompono nella sua stanza e le spiegano le ragioni di questa prigionia, istruendola sulla presenza di due scatole che Feit sta per aprire pochi istanti prima del loro arrivo. In una scatola Feit troverà "uno strumento di morte", in un altro la libertà. Naturalmente Feit non può immaginare cosa contengano, ma sicuramente si tiene a distanza da entrambe, corteggiandole, ma alla fine temendole. Entra così di nuovo nel proprio loop di adattamento e finisce per non scegliere. Dopo trenta giorni i Signori del Destino, che la vigilano con le camere di sorveglianza, si indispettiscono, intervenendo nuovamente. Questa volta le portano una tastiera musicale facendola apparire nella stanza durante uno dei tanti pranzi sempre uguali di Feit. La comparsa della tastiera (rappresenta il desiderio indotto dall'advertising ad acquistare prodotti per il proprio piacere) è accompagnata da alcune note musicali che fuoriescono magicamente dalla tastiera. Feit si mette a toccare i tasti con un certo timore e dopo pochi istanti sembra che dalle sue mani fruisca una melodia, la capacità di suonare divinamente. Il rapporto con la nuova tastiera musicale è talmente intenso che dimentica di mangiare e dormire, ignorando i segnali di luce e suonando per terra fino allo sfinimento.

Amara sarà però la sorpresa quando i Signori del Destino torneranno da lei per toglierle la tastiera e portandole una nuova scatola, questa volta senza alcuna spiegazione. "Torneremo tra un mese, se non avrai ancora scelto" le dicono ancora.

A questo punto Feit, disperata, non potendo vivere senza la musica ("Sono io" dice quando le portano via la tastiera), privata del proprio strumento in cui è finalmente diventata se stessa ed ha cominciato ad essere una persona dotata di desideri e di volontà, decide di aprire l'ultima scatola che le hanno portato, convinta che non sia né la libertà, né uno strumento di morte.

La scatola conterrà però una chiave che avrà per Feit uno sviluppo assolutamente inaspettato della situazione con una tragica conseguenza.

Il racconto originale[modifica]

Il racconto originale in italiano è stato scritto da Marco Cassiano nel 1985 e poi rimaneggiato nel 1986. Pubblicato su Amazon insieme ad una serie di altri racconti, è stato prima tradotto in inglese e poi adattato da Kate Velgera, giovane sceneggiatrice londinese, ed a sua volta risceneggiato da Marco Cassiano ed adattato per il cortometraggio. La storia nel 1985 era all'avanguardia e preconizzava il futuro della televisione che si sarebbe visto solo molti anni dopo con Il Grande Fratello e con Il Truman Show. Nonostante nel film i temi non appaiano così originali dopo 31 anni, il finale rappresenta ancora uno scenario futuro cui i reality show non sono ancora arrivati. Il racconto assomiglia anche ad un episodio della serie Black Mirror, in particolare quello dell'Orso Bianco che ha alcuni punti in comune con la storia de I Signori del Destino.

Aspetti tecnico-narrativi[modifica]

Il film corto è stato girato tra il 18 ed il 19 aprile 2016 negli studi della Polivideo a Riazzino, in un limbo nero appositamente costruito. I faretti che si accendono e si spegnono, guidano la protagonista nel proprio movimento e la spingono ad agire come programmato dai Signori del Destino. Essi rappresentano i gruppi sociali entro i quali le persone si muovono e denotano la difficoltà o impossibilità di vivere e muoversi al di fuori dei contesti predefiniti. Feit, particolarmente debole, è costretta a seguire la via che le viene indicata, fino al momento in cui arriverà la musica.

Nel film ha lavorato un team di 16 persone ed è stato girato in digitale 2K con macchine da presa ed ottiche cinematografiche, mentre le riprese dalle camere di sorveglianza sono state realizzate con telecamere tradizionali Full HD o 4K.

Premi e riconoscimenti[modifica]

Il cortometraggio ha ottenuto i seguenti premi e riconoscimenti:

Collegamenti esterni[modifica]

  • (EN) [Modulo:Wikidata:443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value) Modulo:Wikidata:690: attempt to index field 'wikibase' (a nil value)[[Categoria:Voci con errori del modulo Wikidata]]], su Internet Movie Database, IMDb.com. Wikilink compreso nell'URL del titolo (aiuto)Errore Lua in Modulo:Modifica_su_Wikidata alla linea 12: attempt to index field 'wikibase' (a nil value).Errore Lua in Modulo:Wikidata alla linea 443: attempt to index field 'wikibase' (a nil value).
  • Trailer ufficiale: http://dai.ly/x4uswph
  • Scheda del film sul sito del produttore


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