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Guidalberto Guidi

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Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea in giurisprudenza all'Università di Modena, prima esperienza come insegnante di lettere alle medie dopo avere deciso di non volere fare il notaio secondo le intenzioni della famiglia, quindi dipendente e manager lavorando anche in Francia, Stati Uniti e America del Sud e ricoprendo numerosi incarichi (una trentina le aziende in cui è stato commissario) nell'amministrazione di importanti imprese italiane:[1] è stato commissario liquidatore del gruppo Fochi, ha varato alcune operazioni di venture capital come nell'acquisizione della Sabiem, un'azienda di ascensori che apparteneva alla finlandese Kone e acquisita attraverso un management buyout con altri industriali.[2]

A metà degli anni Ottanta acquisisce, alla guida di un gruppo di imprenditori, la Ducati Energia, società nata nel 1985 dall'unione della divisione condensatori della Zanussi di proprietà Electrolux e della Ducati Elettronica, diventando presidente e nel tempo il proprietario dell'azienda[3] con una quota dell'82% (un altro 15% che salirà poi al 18% sarà della Simest, società di investimenti della Cassa Depositi e Prestiti).[4] Mantenendo il core business dell'azienda nella componentistica, Guidi allarga l'attività nella produzione di condensatori per lampade e motori e per il risanamento di generatori entrando in settori quali trasporti e mobilità, energia ferroviaria. Fino a produrre pale eoliche e piccoli veicoli elettrici FreeDuck: quadricicli omologati per il trasporto di due persone[5] e utilizzati dalle Poste Italiane.[6]

Facendosi la fama di "falco" nel mondo dell'industria, Guidi è stato tra i primi a dire che "piccolo è bello" nel mondo dell'industria è un falso mito[7] e a sostenere che, per restare competitivi, bisognava spostare parte della produzione in una delle tre aree da lui definite l'"officina del mondo", e cioè India, Cina e Europa dell'Est. Ma bisognava anche mantenere in Italia le idee e la ricerca e quindi investire in uomini e in innovazione. Ha così creato società in Romania (nel 2000) e Croazia (nel 2003).

Ha continuato negli anni ad acquisire piccole aziende con prodotti complementari a quelli della Ducati Emergia.[7] Nel febbraio 2018 ha rilevato la ex Far System, operativa in Trentino dal 2006.

Altri incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Guidi ricopre (o ha ricoperto) cariche importanti in varie società e associazioni di categoria: presidente de Il Sole 24 ORE, vicepresidente per dieci anni della Confindustria, presidente dell'ANIE (l'Associazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche), presidente dell'Ancma (l'Associazione nazionale ciclo motociclo accessori).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato con Alessandra Bussi, ha una figlia, Federica, che ha seguito le sue orme in azienda ed è stata ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi dal febbraio 2014 all'aprile 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. Luciano Nigro, Guidalberto Guidi record di cda Montezemolo si ferma a undici, su la Repubblica, Gruppo Editoriale L'Espresso, 18 maggio 2007. URL consultato il 6 aprile 2016.
  2. Guidalberto Guidi, su cinquantamila.it. URL consultato il 1 novembre 2018.
  3. Ducati, urla e spintoni contro Guidi, su la Repubblica, Gruppo Editoriale L'Espresso, 13 dicembre 2003. URL consultato il 6 aprile 2016.
  4. Simest entra in Ducati Energia, nuovi capitali per l'innovazione, su e-gazette.it, 28 dicembre 2012. URL consultato il 1 novembre 2018.
  5. Ducati FreeDuck: una vetturetta elettrica per il G8, su motori.it, luglio 2009. URL consultato il 1 novembre 2018.
  6. FreeDuck, dopo il G8 tornano alle Poste, su quattroruote.it. URL consultato il 1 novembre 2018.
  7. 7,0 7,1 Guidi: "Raddoppio e poi lascio", su corrieredibologna.corriere.it, 3 marzo 2017. URL consultato il 1 novembre 2018.


Tema(i) : biografie



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