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Gualtiero Gabutti

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Gualtiero Gabutti
1 luglio 1884 – 8 luglio 1950
Nato aMessina
Morto aGorizia
Luogo di sepolturacimitero di Gradisca d'Isonzo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaFanteria
CorpoCorpo Truppe Volontarie
GradoGenerale di divisione
GuerrePrima guerra mondiale
Guerra di Spagna
Seconda guerra mondiale
CampagneFronte italiano (1915-1918)
Campagna di Grecia
BattaglieBattaglia di Caporetto
Battaglia di Vittorio Veneto
Battaglia di Guadalajara
Battaglia di Santander
Comandante di17º Reggimento fanteria "Acqui"
51ª Divisione fanteria "Siena"
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena
dati tratti da Generals[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Messina il 1 luglio 1884, figlio di Pier Edoardo ed Ernesta Fontana. Il 6 novembre 1903 entrò come Allievo ufficiale all'Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena, uscendone il 7 settembre 1905 il grado di sottotenente, assegnato all'arma di fanteria in forza all'80º Reggimento fanteria di stanza a Roma.

Nominato tenente il 7 settembre 1908, tra il 9 ottobre 1911 e il 31 luglio 1914 frequentò i corsi della Scuola di guerra dell'esercito di Torino.

Il 30 giugno 1914 fu promosso capitano e assegnato in servizio al 54º Reggimento fanteria "Umbria". Promosso maggiore il 1 aprile 1915,[2] dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, avvenuta il 24 maggio dello stesso anno, partecipò alle operazioni belliche giungendo in territorio dichiarato in stato di guerra il 10 giugno. Per buoni e lunghi servizi fu insignito, l'8 luglio 1917, della Croce di Cavaliere della Corona d'Italia. Il 9 settembre 1917 ottenne dal generale Petilli un encomio solenne per l'elevato sentimento del dovere nelle azioni offensive del 18-24 agosto 1917 presso quota 218, sul Carso.

Per gli atti di difesa compiuti tra il 1 e il 2 novembre 1917 sul fiume Tagliamento, gli fu concessa la Croce al merito di guerra. Nel corso della battaglia di Vittorio Veneto fu insignito della Medaglia di bronzo al valor militare, e dall'8 febbraio 1918 fu Capo delegazione trasporti presso il comando delle truppe inglesi presenti in Italia, ricoprendo tale incarico sino al 27 aprile 1919.

In quella stessa data prese servizio presso la Missione Militare italiana in Transcaucasia, guidata dal colonnello Melchiade Gabba, compiendo la ricognizione delle linee ferroviarie. Rientrato in Italia il 14 ottobre dello stesso anno viene assegnato all'81º Reggimento fanteria "Torino", passando poi al Corpo di stato maggiore.

Il 5 dicembre 1919 dal Comando supremo ricevette l’ordine di recarsi in missione isolata a Tiflis per consegnare dei documenti riservatissimi, rimanendo in loco sino 23 dicembre 1923.

Venne promosso tenente colonnello con anzianità 31 marzo 1923,[3] e poi colonnello con anzianità 10 novembre 1929, assumendo il comando del distretto militare di Catanzaro.[4]

Successivamente divenne comandante del 17º Reggimento fanteria "Acqui" (1930-1933),[5] e poi passò in servizio presso il comando del Corpo d'armata di Udine (1933-1936).

Il 1º luglio 1937 fu promosso generale di brigata, divenendo vice comandante della 4ª Divisione fanteria "Littorio"[N 1] in Spagna,[6] impegnata nella guerra di Spagna in forza al Corpo Truppe Volontarie, e partecipando alla battaglia di Guadalajara e a quella di Santander.[7] Distintosi nella guerra civile spagnola il 7 agosto 1938 fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia[8] e poi assunse l'incarico di vice comandante della 14ª Divisione fanteria "Isonzo",[1] ricoprendolo fino all'8 aprile 1939. In quella data fu destinato al neo costituito comando FF.AA. Albania, per incarichi speciali. Il 1º settembre divenne comandante della locale Guardia alla frontiera. Il 1º maggio 1940 assunse il comando della 51ª Divisione fanteria "Siena".[1]

All'entrata il guerra del Regno d'Italia, avvenuta il 10 giugno dello stesso anno, si trovava al comando della Grande Unità che risultava dislocata in Canelli (provincia di Asti) con compiti di riserva. Nel mese di settembre, la "Siena" trasferita in Albania, dove il 28 ottobre, data dell'inizio della campagna di Grecia, si trovava dislocata fra Delvino e Konispoli, nel settore epirota, e operando nel settore montano, fra Monte Stugara e Monte Sarakin, per concorrere all'attacco contro la città di Giannina.

Dal 1º novembre, la Divisione "Siena" tentò il forzamento del fiume Kalamas e dopo vari tentativi, il 6 novembre alcuni reparti della Divisione superarono il fiume, ma dovettero poi assumere atteggiamento difensivo sotto la controffensiva lanciata dall'esercito greco. Per tali motivi fu sostituito nel comando dal generale Giulio Perugi l'8 dicembre, rimpatriato ed assegnato in servizio presso il comando dell'XI Corpo d'armata, per incarichi speciali.[9] Il 1 gennaio 1941 venne collocato nella riserva[N 2]

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, già il 13 dello steso mese entrò nella Resistenza, in forza al Comando Raggruppamento Brigate S.A.P. dell'Isonzo, in qualità di consigliere militare, militandovi fino al 2 maggio 1945. Il 21 ottobre 1944 venne anche arrestato dai tedeschi e rinchiuso nelle carceri giudiziarie di Gorizia, dove rimase fino a tutto il 23 dicembre 1944.

Si spense a Gorizia l'8 luglio 1950.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
«Durante la battaglia di Guadalajara, comandante di settore difensivo, manteneva integre le posizioni a lui affidate contro violenti , reiterati attacchi di un avversario numeroso, ben appoggiato da carri d’assalto e da aviazione. Nelle operazioni per la conquista di Santander, comandante di colonna delle varie armi operante in montagna, superava le difficoltà di un terreno sconosciuto, di condizioni atmosferiche proibitive; con abile manovra travolgeva le numerose e forti resistenze nemiche. Contribuiva così in notevole misura al successo della Divisione operante a cavallo della rotabile Burgos – Santander. – Guadalajara 12-26 marzo – Santander 18-26 agosto 1937
— Regio Decreto 7 agosto 1938 [8]
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Di collegamento tra il comando di divisione e quello di una brigata bersaglieri compiva di notte ardite ricognizioni raggiungendo con grande sprezzo del pericolo il greto del fiume e riportando in tempo prezioso notizie sulla situazione nostra e del nemico. Sotto l’intenso fuoco di fucileria e di mitragliatrici avversarie tornava poi spontaneamente sulle linee più avanzate per controllare l’andamento dell’azione e del collegamento colle unità laterali e il tempestivo intervento dei rincalzi. Piave – Molino della Sega, 16-17 novembre 1917
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Comandante di una divisione di fanteria, all'inizio delle ostilità sul fronte greco, oltrepassava il confine con la sua unità, forzando il fiume Kalamas e costituendo una robusta testa di ponte. Faceva poi eseguire profonde ricognizioni offensive in territorio nemico, respingendo, battendo e disperdendo l'avversario ovunque incontrato. Durante tali azioni dava continue prove di valore e di sereno sprezzo del pericolo. Fronte greco, 28 ottobre-15 novembre 1940
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— Regio Decreto 10 novembre 1932[10]
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— Regio Decreto 24 aprile 1935[11]
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— Regio Decreto 3 aprile 1942[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

Annotazioni[modifica | modifica sorgente]

  1. Allora al comando del generale Annibale Bergonzoli, poi decorato di Medaglia d'oro al valor militare a vivente.
  2. In applicazione dell'articolo 4 della legge 9 marzo 1940 nº 370, con anzianità 1 gennaio 1940.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  1. 1,0 1,1 1,2 Generals.
  2. Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli ufficiali e sottufficiali del R. esercito italiano e nel personale dell'amministrazione militare, 1917, p. 2262. URL consultato il 19 agosto 2019.
  3. Bollettino Ufficiale 17 aprile 1924 disp. 24 R.D., pagina 1529.
  4. Bollettino Ufficiale 18 febbraio 1930, disp. 11 pag 469 R.D..
  5. Regio Esercito.
  6. Coverdale 2015, p. 416.
  7. Coverdale 2015, p. 419.
  8. 8,0 8,1 Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  9. Regio Decreto 30 dicembre 1940, registrato Corte dei Conti lì 22 gennaio 1941, registro 3, foglio 187, Bollettino Ufficiale 13 febbraio 1941 disp. 17 pag 16.
  10. Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia n.48 del 27 febbraio 1933, pag.836.
  11. Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia n.289 del 12 dicembre 1935, pag.5631.
  12. Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia n.295 del 14 dicembre 1942, pag.16.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Cervi, Storia della guerra di Grecia, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2013, ISBN 8-85865-110-3.
  • (EN) John F. Coverdale, Italian Intervention in the Spanish Civil War, Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 2015, ISBN 1-40086-790-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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