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Elio Aste

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

La giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Bolotana, in provincia di Nuoro, da Tigellio, segretario comunale, e Grazia Maccioni, insegnante.

Sin dalla giovane età dimostra una propensione per l'arrampicata, che più tardi lo porterà a scalare diverse falesie della Sardegna e in età matura lo indirizzerà verso la speleologia.

Monte Ortobene - Punta Pala 'e Casteddu

Nel 1947, ancora adolescente, intraprende un'arrampicata su una cima del Monte Ortobene, nota come Punta Pala 'e Casteddu, una cresta rocciosa granitica. In seguito apprenderà le tecniche basilari di progressione, di scalata e di discesa a corda doppia, nonché il modo di auto-costruirsi un imbrago, da un ex paracadutista della Brigata Folgore, reduce di guerra, amico di suo padre

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La parete denominata Muro Blu, delle falesie di Pizzu Mannu e Sa Conca Manna, a Isili (CA)
Isili - La parete Muro Blu

Nel 1950, aiutato dall'amico Vito Mattana, scala per primo altre pareti granitiche del Monte Ortobene, che poi diventeranno palestre per rocciatori. Diplomatosi geometra, inizia a lavorare in cantieri edili nel Sarcidano (una subregione nel centro-sud della Sardegna), dove in arrampicata classica scala delle falesie presso Isili, a Pizzu Mannu e Sa Conca Manna, fra le quali la parete denominata Muro Blu

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La spedizione "Supramonte 1"[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 1974 organizza col suo gruppo speleologico un'esplorazione alla ricerca di nuove grotte in territori compresi fra il Supramonte di Orgosolo e quello di Dorgali.

Superata una foresta primaria, vasta venticinque chilometri quadrati, il gruppo giunge ai bordi di una dolina, denominata Su Suercone, uno dei più importanti fenomeni carsici della Sardegna, che presenta l'aspetto di un cratere con circa cinquecento metri di diametro e duecento metri di profondità. Un solo pericoloso accesso, attualmente reso più agibile, conduce al suo fondo: un microcosmo, caratterizzato da particolari endemismi botanici, salvatisi nel corso dei millenni, assolutamente introvabili altrove.[1][2] Durante la ricognizione il gruppo scopre, entro un cunicolo roccioso, una tomba nuragica, parzialmente messa a nudo da uno smottamento, nonché numerosi cocci di vasellame risalenti all'era nuragica.[1][3]

La dolina di Su Suercone, tra il Supramonte di Orgosolo (NU) e quello di Dorgali (NU)
Veduta aerea della dolina-cratere di Su Suercone

La spedizione "Supramonte 2"[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 1975 Elio Aste organizza una nuova spedizione, che denomina "Supramonte 2", cui partecipano Giovanni Cosseddu, della facoltà di Antropologia dell'Università degli Studi di Cagliari, Antonio Porcu, della facoltà di Scienze Geologiche della stessa Università, e Stefano Alias, esperto di endemismi sardi, nonché dirigente dell'Azienda Foreste Demaniali per la Regione Sardegna.[4] Ottiene dalla Regione Autonoma della Sardegna la disponibilità di due elicotteri, per il trasporto dei menzionati studiosi, di alcuni elementi del suo gruppo e di altre persone di supporto. È questa la prima volta che in Sardegna viene usato un mezzo aereo per una spedizione scientifica.[5]

Giovanni Cosseddu della facoltà di Antropologia dell'Università degli Studi di Cagliari
Giovanni Cosseddu con resti osteologici nuragici rinvenuti nella dolina di Su Suercone

Il 9 ottobre gli aeromobili decollano dalla base di Farcana ed atterrano presso la dolina di Su Suercone, nel Supramonte di Orgosolo, entro la cui gigantesca cavità si trova la tomba nuragica. Dal cunicolo sepolcrale vengono recuperati circa ottanta chili di antichi resti osteologici umani, sui quali uno studio antropologico accerterà alcune patologie ossee che affliggevano le genti nuragiche.[6] Inoltre, gli antropologi stabiliranno, da comuni peculiarità craniche, che le salme appartenevano ad un singolo ceppo familiare. La datazione al radiocarbonio eseguita nel 1992 assegnerà quei resti scheletrici ad individui vissuti nel I secolo d.C.[7]

Dal canto suo il geologo Antonio Porcu rileva che l'imponente dolina era stata originata dal crollo della bancata di copertura di un gigantesco vuoto ipogeico, mentre il botanico Stefano Alias scopre nel suo fondo la presenza di rari endemismi vegetali.[4]

La collaborazione con "La Nuova Sardegna"[modifica | modifica sorgente]

In seguito Elio Aste continua a percorrere le regioni più impervie della Sardegna, dal Monte Albo ai Supramonti, dalla Barbagia all'Alta Ogliastra. Come collaboratore del quotidiano "La Nuova Sardegna", negli anni settanta pubblica vari reportage e raccoglie esperienze, dati e immagini, che gli servono poi a scrivere il suo primo libro Sardegna nascosta, edito dalla Sagep di Genova nel 1982.

La scoperta di una fortezza nuragica[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione della fortezza nuragica scoperta da Elio Aste nel maggio del 1985 nel Supramonte di Baunei
Ricostruzione della fortezza nuragica di Doladorgiu, scoperta da Elio Aste nel 1985 (disegno di Elio Aste)

Nel maggio del 1985, mentre percorre in solitaria il Supramonte di Baunei, in località Doladorgiu scopre i resti di una particolare fortificazione nuragica, ignota alla competente Soprintendenza,[8] attualmente nota come fortezza nuragica di Doladorgiu. È dello stesso anno il suo secondo libro di successo, Sardegna selvaggia, edito sempre dalla Sagep.[9]

La spedizione "Supramonte 3"[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 1989 organizza un raid esplorativo, che chiama "Supramonte 3". Col suo gruppo, composto da due rocciatori, due speleologi, due naturalisti e un tecnico forestale, inizia un percorso a piedi, partendo da Orgosolo. Attraverso zone accidentate l'equipe giunge all'imbocco della gola di Gorropu, percorrendola tutta con vari passaggi in artificiale, compreso il superamento di un laghetto ipogeo, che si trova all'interno della gola. La squadra, dopo una traversata di oltre 80 chilometri, arriva a Dorgali.

Gola di Gorropu

Nel 1993 Elio Aste tira le somme delle sue spedizioni nel Supramonte, scrivendo il suo terzo libro Supramontes: ultima natura.[10] Dopo anni di silenzio, nel 2008 pubblica Tiscali,[11] sull'omonimo villaggio nuragico,[12] che gli vale un premio letterario per la saggistica.[13]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Sardegna nascosta, Genova, Sagep, 1982, SBN IT\ICCU\SBL\0313750. (2ª ed., Cagliari, Edizioni della Torre, 1984).
  • Sardegna selvaggia, Genova, Sagep, 1985, SBN IT\ICCU\CFI\0245720. (2ª ed., Cagliari, Edizioni della Torre, 1986).
  • Supramontes: ultima natura, Cagliari, Edizioni della Torre, 1993, SBN IT\ICCU\CAG\0017989.
  • Tiscali: il mistero della gigantesca cavità carsica e del suo villaggio nuragico, Cagliari, Edizioni della Torre, 2008, SBN IT\ICCU\CAG\1629235.
  • Fra mondi sotterranei e trekking d'avventura, Milano, Amazon, 2018. (In ebook, con aggiunta di Poesie).

Articoli di periodici[modifica | modifica sorgente]

Per "La Nuova Sardegna"[modifica | modifica sorgente]

  • Un'oasi da salvare: lo stagno di Molentargius, 28 ottobre 1973
  • Sardegna, parco del Mediterraneo, 30 Marzo 1974
  • In una grotta il bandito Corbeddu processava le sue vittime, 15 aprile 1974.
  • Una delle piaghe della Sardegna: la distruzione dei boschi, 12 maggio 1974
  • Monte Corrasi: un paradiso nel cuore della Barbagia, 22 settembre 1974
  • Sacrifici umani in una caverna: le testimonianze di un feroce culto fenicio in una grotta non lontana da Dorgali, 5 novembre 1974
  • L'ultimo rifugio d’aquile ed avvoltoi: la gola di Gorròpu, 16 novembre 1974
  • Una valle popolata di fate e di regine: la vallata di Oddoène presso Dorgali (NU), 26 novembre 1974
  • Tìscali: difesero su un monte la libertà minacciata, 20 dicembre 1974
  • Un'intatta oasi sfuggita allo scempio delle coste, 8 gennaio 1975
  • Gli avvoltoi volavano bassi sul ferito: paurosa avventura d'un pastore sui monti della Barbagia, 19 gennaio 1975
  • I resti d'un mondo fastoso, sepolti nel folto d'un bosco, 29 marzo 1975
  • Non vogliono vivere in una città-carcere. Protesta dei cittadini contro il disordine edilizio, 17 maggio 1975
  • Come fu sterminato il popolo dei nuraghi, 24 giugno 1975
  • Qui la gente dei nuraghi seppelliva i suoi morti, 25 luglio 1975
  • Se la città è nostra e vogliamo governarla: i comitati di quartiere, 21 agosto 1975
  • L'altopiano dei pastori: sorprendenti scoperte sui monti della Barbagia, 3 ottobre 1975
  • Vita segreta della montagna che celò schiere di banditi, 29 ottobre 1975
  • Devastiamo i boschi per costruire ville: la speculazione edilizia minaccia Il patrimonio forestale, 20 febbraio 1976
  • Sotto le strade di Nuoro sonnecchia la preistoria, 18 ottobre 1980

Per "Altair"[modifica | modifica sorgente]

  • L'atmosfera magica dell'antro del crocefisso, nº 12, settembre-ottobre 1978, pp. 18-20.
  • Alla scoperta del nuraghe Dovilineò e del suo stadio nuragico, nº 22, gennaio-febbraio 1980, pp. 28-32.

Per "Sardegna Speleologica"[modifica | modifica sorgente]

  • Relazione su un'indagine di carattere naturalistico e ambientale effettuata nel Supramonte di Oliena, V, nº 9, giugno 1996, pp. 37-40.

Altri contributi[modifica | modifica sorgente]

  • A piedi fino al mare, in Ogliastra, a cura di Lello Caravano, Cagliari, EdiSar, 1993, pp. 45-51, SBN IT\ICCU\CAG\0009018.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • 1985 - L'ultimo rifugio. Soggetto e regia di Elio Aste (RAI 3).
  • 1992 - I segreti del Supramonte. Produzione di Cinemecum. Programmista e regista Luca Pinna. Consulente tecnico Elio Aste.[14]

Premi[modifica | modifica sorgente]

  • 2010 - Vincitore del premio selezione di saggistica (per Tiscali: il mistero della gigantesca cavità carsica e del suo villaggio nuragico) alla VIII edizione del Premio letterario internazionale Archè "Anguillara Sabazia città d'arte".[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. 1,0 1,1 Gianni Picca, Una necropoli nuragica sui monti di Oliena?, in L'Unione Sarda, 20 giugno 1975, p. 9.
  2. Necropoli nuragica scoperta presso Oliena, in La Nuova Sardegna, 19 giugno 1975, p. 15.
  3. Tomba nuragica scoperta nella zona del Supramonte (PDF), in Corriere della sera, 14 ottobre 1975, p. 3.
  4. 4,0 4,1 Michele Nikodimovich, La tomba di Su Sercone: un mistero da svelare, in La Nuova Sardegna, 10 ottobre 1975, p. 8.
  5. Michele Nikodimovich, Forse svelato il mistero della tomba nuragica nella dolina di Su Sercone, in L'Unione Sarda, 28 giugno 1975.
  6. Successive analisi ai raggi X ne specificheranno anche la patogenesi. Vedasi: (EN) Marco Sarigu [et al.], A case of ankylosing spondylitis from Sardinia, in Journal of Biological Research, vol. 85, nº 1, gennaio 2012, pp. 254-255.
  7. M. Sarigu [et al.], art. cit., p. 255.
  8. Importante scoperta sull'altopiano del Golgo (PDF), in Il Messaggero Sardo, maggio 1985, p. 25.
  9. Giovanni Mameli, La Sardegna nascosta vista da Eliseo Aste (PDF), in Il Messaggero Sardo, maggio-giugno 1986, p. 26.
  10. Giovanni Mameli, Elio Aste esploratore di Sardegna (PDF), in Il Messaggero Sardo, novembre 1994, p. 22.
    «Il fine preminente di quest'opera [Supramontes: ultima natura] è, comunque, quello d'indirizzare l'interesse dei lettori sensibili, dei politici lungimiranti, delle autorità preposte verso questi lembi d'un mondo da salvare, i quali, senza un'adeguata tutela, sono destinati a scomparire ben presto, insidiati come sono e manomessi continuamente dalla cupidigia e cecità umane».
  11. Antonio Bassu, Un villaggio nel ventre della montagna, in La nuova Nuova Sardegna, 28 dicembre 2008.
  12. Giovanni Fiabane, Il mistero della cavità di Tiscali in un libro scritto da Elio Aste, in Gazzetta del Sulcis-Iglesiente, 2 luglio 2009, p. 15.
  13. 13,0 13,1 Antonio Bassu, Concorso letterario per la saggistica: Elio Aste insignito del diploma d'onore, in La nuova Nuova Sardegna, 20 novembre 2010, p. 23.
  14. Lacinetecasarda, su lacinetecasarda.it.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Periodici[modifica | modifica sorgente]

  • Il Supramonte nasconde un villaggio nuragico?, in L'Unione Sarda, 14 ottobre 1975, p. 8.
  • Michele Nikodimovich, Ancora un'azione vandalica nella grotta "Eliches Artas", denunciata dal naturalista Elio Aste, in La Nuova Sardegna, 18 aprile 1976, p. 9.
  • Una tomba nuragica sul Supramonte, ritrovata da una spedizione archeologica, in Tuttoquotidiano, 28 aprile 1976, p. 3.
  • Antonio Bassu, Barbagia ai raggi X del naturalista Elio Aste, in La nuova Nuova Sardegna, 17 agosto 1982, p. 9.
  • Il Supramonte a numero chiuso: la proposta del naturalista Elio Aste, in La nuova Nuova Sardegna, 29 dicembre 1984.
  • Importante scoperta archeologica del naturalista Elio Aste, in La nuova Nuova Sardegna, 5 maggio 1985.
  • Antonio Bassu, Il degrado ambientale minaccia il Supramonte, in La nuova Nuova Sardegna, 21 luglio 1989, p. 15.
  • T. P., Obiettivo Supramonte e archeologia, in L'Unione Sarda, 21 luglio 1989, p. 22.
  • Una spedizione di studio nel Supramonte, in L'Unione Sarda, 22 ottobre 1994, p. 30.
  • Antonio Bassu, Un Supramonte a numero chiuso, in La nuova Nuova Sardegna, 29 dicembre 1994, p. 18.
  • Tiscali, il mistero della gigantesca cavità carsica e del suo villaggio nuragico (PDF), in Lo Scarpone. La rivista del Club Alpino Italiano, nº 2, febbraio 2009, p. 24.

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Guido Bartolo [et al.], Bibliografia analitica della speleologia in Sardegna. 1580-2008, Iglesias, Federazione Speleologia Sarda, 2008, pp. 47-48, SBN IT\ICCU\CAG\2060391.
  • Guido Bartolo [et al.], Bibliografia ogliastrina, Oristano, S'Alvure, 2012, pp. 38-39, SBN IT\ICCU\CAG\1909359.
  • Manlio Brigaglia, Tutti i libri della Sardegna. 100 schede per capire un'isola difficile, Cagliari, Edizioni della Torre, 1989, p. 320, SBN IT\ICCU\IEI\0024824.
  • Paolo Cabras e Maurizio Ollano, Catalogo delle monografie di interesse sardo possedute dalla Biblioteca Regionale, 2ª ed., Cagliari, Regione autonoma della Sardegna, 1993, p. 13, SBN IT\ICCU\LO1\0322065.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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