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Domenico Mennillo

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Biografia[modifica]

La famiglia[modifica]

Figlio primogenito di Maria Consiglia Palmiero e Andrea Mennillo, Medaglia d’Argento al Valor Militare nella Prima Guerra Mondiale, che si distinse per gli atti eroici compiuti durante la vittoriosa battaglia del Piave in qualità di Sottufficiale negli Arditi, la Forza Speciale del Regio Esercito Italiano. Al termine del conflitto, i meriti di guerra gli valsero la nomina a comandante del Corpo delle Guardie Municipali di Caivano. Domenico Mennillo, insieme ai suoi sei fratelli, si trova fin dalla giovane età a dover fare i conti con la dura realtà dei grandi conflitti mondiali del ventesimo secolo. Dopo gli studi all'Accademia della Farnesina a Roma e la qualifica di Professore di Educazione Fisica, si arruola nel Regio Esercito Italiano, svolgendo mansioni di ufficiale di collegamento con gli eserciti alleati in virtù delle sue conoscenze linguistiche. Parla correntemente francese, tedesco, spagnolo e slavo.

La Guerra[modifica]

Nel 1939, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene assegnato alla 22esima Divisione di Fanteria Cacciatori delle Alpi con il grado di tenente colonnello. Combatte in Albania nella valle dell'Osum, dove si distingue per coraggio e tenacia che gli valgono due Croci al Valor Militare. Nel febbraio 1941, è ferito in azione di guerra. Tuttavia, riesce a portare in salvo il suo battaglione dopo una imboscata del nemico guadagnandosi la medaglia di Bronzo al Valor Militare. In seguito all’armistizio dell'8 settembre 1943 viene internato in un campo di concentramento nazista in Polonia, dove rimane sino alla fine della guerra quando conclude l’esperienza militare e si congeda con il grado di Capitano.

La carriera sportiva[modifica]

Tornato in Italia, si laurea in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli e ritorna a dedicarsi alla sua passione, lo sport. Caivano è terra di grandi tradizioni sportive. In questo luogo, ha infatti sede l'Unione Sportiva Dilettantistica Boys Caivanese, una delle più antiche polisportive Italiane fondata nel 1908. Caivano è anche la città che ospita la celeberrima gara ciclistica Coppa Caivano, disputata dal 1910 e vinta da atleti del calibro del mitico Learco Guerra (1930) e da Campioni del Mondo come Maurizio Fondriest e Giuliano Figueras. Domenico Mennillo, spinto dalla sua grande passione per lo sport, si impegna attivamente in entrambe le discipline. Nel 1947 diventa Presidente della Boys Caivanese e successivamente diventa il primo Giudice di Gara Internazionale nella storia UCI, Unione Ciclyste Internationale, nonché alfiere della dirigenza sportiva italiana in questa nobile disciplina. Infatti, in seno alla Federazione Ciclistica Italiana, ricopre diversi incarichi di rilievo, fra cui:

  • Consigliere Nazionale dal 1949 al 1952
  • Consigliere Federale dal 1964 al 1968
  • Ufficiale di gara ciclistica dal 1947
  • Presidente della Commissione Appello e Disciplina dell’A.N.U.G.C. (Associazione Nazionale Ufficiali di Gara del Ciclismo) dal 1957 al 1959
  • Direttore del centro CONI di addestramento al ciclismo di Napoli dal 1966 al 1968

È anche Presidente di giuria, per molti anni, nelle più importanti competizioni a livello mondiale. In particolare, partecipa in qualità sia di commissario sia di ispettore a tre giochi olimpici:

  • XVII Olimpiade a Roma nel 1960
  • XIX Olimpiade a Città del Messico nel 1968
  • XX Olimpiade a Monaco di Baviera nel 1972

e a 15 campionati del mondo di ciclismo su strada, fra cui:

  • Campionato Mondiale Professionisti di Imola (Italia), nel 1968, vinto dall’italiano Vittorio Adorni
  • Campionato Mondiale Dilettanti di Montevideo (Uruguay) nel 1968, vinto dall’italiano Vittorio Marcelli
  • Campionato Mondiale di Leicester (Gran Bretagna) nel 1970

Inoltre, per oltre 20 anni, è Presidente di Giuria nelle grandi corse a tappe:

  • Giro d’Italia
  • Tour de France
  • Giro del Belgio

e nelle grandi classiche italiane ed internazionali:

  • Milano-Sanremo
  • Trofeo Laigueglia
  • Liegi-Bastogne-Liegi
  • Parigi-Roubaix

Nel nome dello sport e in rappresentanza dell'Italia, frequenta anche il mondo del dilettantismo di stato dell'Est Europa e mantiene le relazioni con il mondo ciclistico in Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia, Germania Est.

Per conto dell'UCI si dedica anche alla formazione dei quadri dirigenti delle giovani federazioni internazionali, fra cui Costa d'Avorio, Congo, Mali, Zaire, Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto e persino Cina.

Per la sua costante e continua dedizione verso il mondo dello sport, gli vengono conferite la Stella d'Oro al Merito Sportivo del CONI[1] e la Stella di Diamante dell'UCI, oltre alla nomina a Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana conferitagli dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Inoltre, è Coordinatore generale delle attività sportive della Campania promosse dal Ministero della Pubblica Istruzione, rispondendo al Provveditore agli Studi di Napoli.

Note Personali[modifica]

Nel 1961 sposa Alda Piano, toscana, figlia maggiore di Eliseo pioniere dell'industria del cristallo in Italia, con la quale vive a Napoli. Dal loro matrimonio nascono i figli Andrea (1962), Alessandra (1964) e Roberto (1970). Domenico Mennillo, dopo una lunga malattia, muore a Napoli all’età di ottant’anni circondato dall’affetto dei suoi cari. A lui è stata intitolato il liceo agricolo di Lebda, in Burkina Faso, istituito nell’ambito del progetto “Una sfida al deserto”[2], realizzato dal MAGIS (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo sviluppo), la fondazione che coordina l’opera missionaria della Compagnia di Gesù in Italia) e supportato dal figlio Andrea. L’attuale Sindaco di Caivano, il Dott. Simone Monopoli, è nipote di Domenico Mennillo.

Note[modifica]

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