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Bethann Hardison

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Bethann Hardison
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OcchiMarroni
CapelliCastani

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Afroamericana di Brooklyn, è laureata all'Università di New York e ha frequentato il Fashion Institute of Technology.

Durante i primi anni sessanta ha lavorato come commessa in varie boutique di New York. Nel 1967 è stata scoperta dal designer e stilista afroamericano Willi Smith, che le ha permesso di iniziare a sfilare sulle passerelle: insieme a Beverly Johnson, Iman (sua grande amica)[6] e Pat Cleveland è stata dunque una delle prime modelle di colore.[7][8]

Negli anni settanta è apparsa sulle copertine di Allure, Harper's Bazaar e Vogue. Nel decennio successivo ha lavorato ancora nel settore moda, passando alle pubbliche relazioni per conto di stilisti e/o designer e aprendo a sua volta un'agenzia di modelle. Con Iman ha fondato nel 1988 la Girls Coalition per fornire supporto alle indossatrici afroamericane, a quell'epoca ancora oggetto di discriminazioni.[5]

Negli anni novanta ha rivolto la sua attenzione alla tv, diventando produttrice delle sitcom Between Brothers e Livin Large. Nel 2017 è stata omaggiata da Yvonne Sciò nel film-documentario Seven Women. Nel settembre 2019 è entrata a far parte insieme ad altre tre persone del comitato consultivo del CFDA, l'organismo che guida la moda statunitense diretto da Tom Ford.[9]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Hardison è la madre dell'attore e regista Kadeem Hardison.[10]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

I contributi di Hardison alla modellistica e all'attivismo le hanno procurato numerosi premi nel corso della sua carriera. Nell'aprile 1999 ha ricevuto il primo premio annuale Vibe Style Lifetime Achievement. Più tardi, sempre nello stesso anno, la Magic Johnson Foundation le ha assegnato un Distinguished Service Award. Gli ex alunni neri del Pratt Institute le hanno conferito un premio alla carriera nel 2003. Nel 2012 ha ricevuto un premio Woman of Power Legacy da Black Enterprise e nel 2013 il Frederick Douglass Award per il suo lavoro di promozione sulla diversità nella moda. Nel 2014 il CFDA Founders Award.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. 1,0 1,1 (EN) Landon Peoples, After Decades Of Diversity Work In Fashion, Bethann Hardison (Still) Didn't Come To Play, su www.refinery29.com. URL consultato il 9 maggio 2019.
  2. (EN) Leanna Commins, Bethann Hardison on the Battle of Versailles, Gucci's 'Blackface' Scandal and the Future of Black Designers, su Fashionista. URL consultato il 9 maggio 2019.
  3. (EN) Bethann Hardison On Model Diversity And The Ever-Changing Face Of Fashion, su NPR.org. URL consultato il 9 maggio 2019.
  4. (EN) Rosemary Feitelberg, Bethann Hardison's Crusade For Diversity In Fashion, in HuffPost, 8 maggio 2013. URL consultato il 9 maggio 2019.
  5. 5,0 5,1 (EN) Hilary Moss, Bethann Hardison: Why Fashion Needs the Black Girls Coalition Again, in ELLE, 6 settembre 2014. URL consultato il 9 maggio 2019.
  6. Bethann Hardison e Iman, su vogue.it, novembre 2011.
  7. Gucci, Benedetta Barzini e Bentham Hardison star della Pre-Fall: volti storici della moda ritratti per le strade di Roma, su ilmessaggero.it, 11 dicembre 2019. URL consultato il 19 gennaio 2020.
  8. La rivolta delle modelle, su d.repubblica.it, 17 settembre 2013. URL consultato il 19 gennaio 2020.
  9. Tom Ford nomina quattro nuovi membri nel board del CFDA, su it.fashionnetwork.com, 4 settembre 2019. URL consultato il 29 gennaio 2020.
  10. (EN) Danielle Cadet, Whitley’s World: A brief history of Bad and Boujee Black Girl Style, su The Undefeated, 2 settembre 2017. URL consultato il 9 maggio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcellas Reynolds, Supreme Models: Iconic Black Women Who revolutionized fashion, New Yrok, Abrams, 2019 (con 150 foto)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Tema(i) : biografie moda

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