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Arrigo Cappelletti

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Arrigo Cappelletti
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NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Periodo di attività musicale1980 – in attività
Strumentopianoforte
Sito ufficiale

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Biografia[modifica]

Dopo una laurea in Filosofia (tesi sulla musicologia di Adorno) e aver insegnato per sei anni nei Licei, alla fine degli anni settanta dopo l'incontro con il trombettista Sergio Fanni e il batterista Gianni Cazzola si dedica al jazz, alternando l'attività di pianista a quella di docente di jazz in numerose scuole pubbliche e private e, a partire dal 2001, nei conservatori di Sassari, Reggio Calabria, Alessandria. Dal 2006 è docente di jazz al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, dove coordina il Dipartimento di Jazz e organizza seminari e concerti[1].

Nel 1982 registra il suo primo album Residui per la Cooperativa La Pera di Bologna in trio con Paolo Dalla Porta e Filippo Monico.

Dal 1982 al 1989 la sua attività si svolge prevalentemente in trio con il batterista Massimo Pintori e numerosi contrabbassisti (Roberto Della Grotta, Piero Di Rienzo, Piero Leveratto, Luca Garlaschelli, Barre Phillips, Hami Haemmerli), rivelando la sua propensione a un jazz basato su introspezione, lirismo e contaminazione con altre musiche [2] [3].

Nel 1986 chiama a far parte del suo quartetto il saxofonista pugliese Roberto Ottaviano, con cui registra l'album Samadhi, segnalato, come altri suoi dischi, con quattro stelle su Penguin Guide to jazz[4].

Nel 1989, fonda il primo gruppo italiano di tango-jazz, il New Latin Ensemble con Gianni Coscia, Giulio Visibelli, Maurizio Dehò e Hami Haemmerli, con composizioni sue ispirate ad Astor Piazzolla[5]. Con tale gruppo registra nel 1990 l'album Pianure.

Nel 1990, sempre seguendo il progetto di un jazz ispirato al tango argentino, inizia la collaborazione con il bandoneonista parigino Olivier Manoury che darà luogo all'album Transformations (Silex) e alla partecipazione a numerosi festivals.

Nel 1992 collabora con l'Orchestra Nazionale di Jazz diretta da Giorgio Gaslini.

Dal 1991 al 1995 collabora in numerosi concerti con la cantante Mia Martini.

Nel 1994 crea un trio con Gioconda Cilio e Gianni Coscia su composizioni sue e testi di poeti del ‘900. Con questo gruppo registra due album, nel 1994 (Todos los nombres del agua) e 1996 (The Moon and The Cat).

Nel 1998 partecipa all'EXPO di Lisbona e inizia una lunga collaborazione con musicisti portoghesi di Fado (Alexandra, Ana Moura, Jorge Fernando, Custodio Castelo). Con loro e alcuni musicisti italiani da lui invitati (Daniele Di Bonaventura, Davide Zaccaria, Fausto Beccalossi, Flavio Minardo) dà luogo a un progetto di sue composizioni su testi di poeti portoghesi del ‘900, che porterà al cd Terras do risco (Amiata) e a numerosi concerti in Italia e Portogallo.

Nel 2002-2003 collabora in Russia con la cantante e attrice Polina Runovskaya.

Nel 2005 ritorna al trio (sua vecchia passione) con l'album In New York con John Hebert e Jeff Hirshfield.

Dal 2005 a oggi inizia una serie di collaborazioni con grandi esponenti dell'avanguardia statunitense (Ralph Alessi, Mat Maneri, John Hebert, Bruce Ditmas) con i quali e con il saxofonista Giulio Martino e il chitarrista Andrea Massaria coltiva la sua passione per un free jazz lirico e di ricerca, spesso su testi dello scrittore e satirist Corvorosso (Furio Sandrini)[6]. Contemporaneamente approfondisce la sua riflessione su pianisti anti-convenzionali, sghembi ed austeri come Paul Bley, Andrew Hill, Thelonious Monk [7] [8] dedicando a quest'ultimo un doppio album su nastro esaltato dal grande pianista Martial Solal[9].

Discografia[modifica]

  • 1982 - Residui (Coop. La Pera Bologna)
  • 1984 - Bianco E Nero (Bull Record)
  • 1986 - Samadhi (Splasc(H) Records)
  • 1987 - Reflections (Splasc(H) Records)
  • 1989 - Open Spaces (Splasc(H) Records)
  • 1990 - Pianure (Splasc(H) Records)
  • 1992 - Singolari Equilibri (Splasc(H) Records)
  • 1994 - Transformations (Silex, France)
  • 1995 - Todos Los Nombres Del Agua (Splasc(H) Records) *
  • 1997 - Ananda (Splasc(H) Records)
  • 1998 - The Moon And The Cat (Mingus Live Production)
  • 1999 - Freetango (Cdpm Lyon)
  • 2001 - Terras Do Risco (Amiata Records)
  • 2001 - Spirituals And Christmas Songs - (Eurarte)
  • 2002 - Little Poems (Splasc(H) Records)
  • 2004 - The Kid - (Splasc(H) Records)
  • 2005 - Trio In New York Feat. John Hebert & Jeff Hirshfield – (Music Center)
  • 2007 - Hard Lights (Music Center)
  • 2009 - Intermittenze (Music Center)
  • 2010 - In A Lyrical Mood (Philology)
  • 2011 - Metamorphosis (Leorecords)
  • 2011 - Mysterious (Leorecords)
  • 2012 – Reinventing Thelonius (Open Reel Records)
  • 2013 - Hot Music (Leorecords)
  • 2015 – Homage To Paul Bley (Leorecords)

Pubblicazioni[modifica]

  • 1996 - Il profumo del jazz (Esi, Napoli)
  • 2004 - Paul Bley. La logica del caso (Lepos, Palermo)
  • 2010 - Paul Bley. The Logic of Chance (trad.inglese) - Vehiculepress, Montreal)
  • 2012 - Improvisation As a Real and Metaphorical Journey (in Eurojazz Land, AAVV , Northeastern University, 2012)
  • 2014 - La filosofia di Thelonius Monk (Mimesis, 2014)
  • 2016 - Le avventure di un jazzista filosofo (Arcana, 2016)

Note[modifica]

1. http://www.conservatoriovenezia.net/

2. Flavio Caprera: Dizionario del jazz italiano, Milano, Feltrinelli, 2014 ISBN 978-88-07-88288-3 p. 83

3. Thom Jurek su All Music Guide http://www.allmusic.com/genre/jazz-ma0000002674

4. Richard Cook & Brian Morton: The Penguin Guide to Jazz on CD. 6th Edition, London, Penguin, 2002 ISBN 0-14-017949-6 pp. 215–216

5. Vittorio Franchini: L'Italia trionfa anche nel tango jazz, Corriere della sera, 21 luglio 1990

6. http://www.corvorosso.it

7.Claudio Sessa: Paul Bley e la musica secondo Arrigo Cappelletti, Corriere della sera, 25 maggio 2004

8. http://www.thecarousel.it/tra-virgolette/la-filosofia-di-monk-o-lincredibile-ricchezza-del-mondo/

9. http://www.openreelrecords.com/opus/arrigo_cappelletti_reinventing_thelonius_monk “Arrigo Cappelletti est manifestement un formidable pianiste qui possède toutes les qualités: technique, maîtrise, sens harmonique et imagination. Sa lecture de Monk est particulièrement originale.” Martial Solal.

Collegamenti esterni[modifica]

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