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Armando Sichenze

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Biografia[modifica]

Sichenze è una figura poliedrica di progettista a varie scale. Ma realizza di fatto solo piccole architetture[1], ispirandosi però alla grande ricchezza nascosta nelle città e nella natura del Sud Italia, tema prevalente di molti suoi scritti e progetti.

Si laurea in architettura a Roma nel 1973.

Dopo il Sessantotto, dal 1974 al 1988 frequenta i Seminari di Gibilmanna[2], dove si discute sul rapporto architettura/società e scrive con altri il libro Nel mestiere di architetto. Mestiere su cui svolge un apprendistato al seguito di Alberto Samonà, a Palermo e a Napoli. Poi di Vieri Quilici a Roma negli anni ottanta. Collabora intensamente con Alberto e Giuseppe Samonà[3], con i quali tra l’altro nel 1976 è tra i vincitori ex-equo del concorso per il nuovo centro direzionale di Firenze (G. Samonà capogruppo), molto pubblicato[4] e mai realizzato.

Dagli anni novanta in poi inizia una proficua collaborazione con Ina Macaione[1]. Diviene professore associato nel 1989 e sceglie la sede dell’Università degli Studi della Basilicata[5] per impegnarsi nel riscatto del Sud, la missione che lo porterà a un’originale visione delle ricchezze della “città-natura”[6], tema di indirizzo di molti progetti di rigenerazione dei centri minori[7]. Opere concepite dirigendo laboratori didattici e di ricerca, talvolta in sedi internazionali[6][8]. Anche l’invenzione dell’ “Urbsturismo”, scrigno di risorse godibili dai turisti come dagli abitanti, si rivolge prevalentemente alla città-natura[6][9][10], riscuotendo una notevole risonanza sulla stampa nazionale[11], ma poche rispondenze reali.

Nel 2001 assume il ruolo di professore straordinario di Composizione architettonica e urbana e organizza ricerche sul rinnovamento dei modi di intendere il ruolo dell’architettura al Sud e dirige la difficile e in parte illusoria impresa di fondare una facoltà d’architettura a Matera; del cui laboratorio d’istruzione e fattibilità diviene il coordinatore nel 2005, poi presidente del Comitato ordinatore e successivamente primo preside.

Dal 2006 al 2011 coordina il Dottorato internazionale in Architecture and urban phenomenology (dell’Università degli Studi della Basilicata) collegando le ricerche connesse alle dimensioni internazionali del tema, anche attraverso i finanziamenti della comunità europea[12]. Un’applicazione della lettura fenomenologica dei luoghi per la realizzazione a Sud di un progetto si verifica nel 2009, quando Sichenze coordina il masterplan architettonico del gruppo vincitore del concorso per la fattibilità del Parco Museo demoetnoantropologico[13][14] a Matera.

Dal 2011 sogna di contribuire alla nuova rilevanza internazionale di Matera rileggendone l’originalità del fenomeno. Ciò avviene sia producendo libri (tra cui Urbsturismo, Architetture ecologiche, Città-Natura) e scrivendo saggi inseriti in opere corali[15]; sia con attività di laboratorio[16] e di promozione culturale, tra cui per esempio l’Open Day 2011 (prima conferenza preparatoria della candidatura di Matera a capitale europea della cultura 2019), dove interviene tra i relatori a nome dell’Università degli Studi della Basilicata[17]. Da segnalare è inoltre il suo contributo su Matera città-natura[18], scritto per un dialogo “virtuale” assemblato nella pubblicazione vincitrice del Premio Compasso d’oro 2018[19].

Nel 2018 il suo romanzo Stelle di giorno, fortemente collegato a molte sue esperienze, riceve la menzione speciale del Premio Letterario Sandro Sciotti Città di Marino[20].

Filosofia progettuale[modifica]

"Dentro" sembra la parola chiave dell'inizio dii ogni sua attività . Per Sichenze il progetto nasce dal modo di vedere dentro una realtà per viverci meglio. Dentro limiti fisici per scoprirne l’anima. Dentro luoghi che avvicinano vite diverse. Dentro la dura realtà narrata in Architettura vs nichilismo. Dentro le alternative prospettate nel romanzo Stelle di giorno per riumanizzare il mestiere di architetto[21] anche ricorrendo a una costante riscoperta di alcuni architetti italiani talvolta conosciuti di persona. Tra i più citati nel romanzo: Bruno Zevi, Ludovico Quaroni, Alberto e Giuseppe Samonà, Carlo Scarpa e Giancarlo De Carlo, portati a riferimento del rapporto tra casa e città, verso l’abitare e l’esistere umano in ogni sito di progetto[22]. Tutti architetti importanti, ma non archistar. Infatti nel 2018 Sichenze scrive:

«Io se mi dicessero archistar mi offenderei. Forse perché esercito il mestiere di un architetto di strada che per fare Entrare (con la E maiuscola) l’umanità negli spazi e per farla esistere e abitare meglio nei fenomeni che l’architettura delimita, deve condividerne l’esperienza con le persone e le condizioni che trasformano in luoghi lo spazio. Per cui una piazza o una strada non sono oggetti importati dall’alto, quanto il frutto di una partecipazione autentica al senso dei limiti nei luoghi di avvicinamento delle ricchezze lontane e clandestine del Sud.»

(Franco Martina, "Matera come Milano? Una prece…in piazza del camposanto", Giornalemio.it del 24 Novembre 2018[23])

L’incipit del "Dentro", poi anche nelle Architetture clandestine, non è solo sostanza abitativa ma anche l’unica - cosa opinabile - strategia di riscatto dalla subalternità dell’architettura all’astrazione asettica o ai poteri dominanti di cui sono simbolo le archistar.

Visionando i progetti[1] e le pubblicazioni di Sichenze emergono due direzioni spaziali di ricerca della qualità dell’architettura: verso l’esistere nella città e verso l’abitare nell’architettura. Nei libri La casa nell’esperienza, Costruttori di architettura, Il Limite e la città (opera di rilievo) e Architetture clandestine, Sichenze entra nello spazio osservando il progressivo scomporsi degli oggetti in limiti emananti energie di esistenza. Nei libri L’apparire dei luoghi, Il progetto si informa, Scrivere architettura, Dentro Matera Sichenze entra nel tempo lento, nei processi di scoperta del tempo di vivere. Così per coniugare processi e oggetti in una nuova percezione del luogo dell’architettura Sichenze inventa la locuzione “pro(cesso-og)getto”[24] che negli anni novanta indica quel fenomeno del “Dentro” in cui appare qualcosa che se nei processi rivela luoghi, negli oggetti delinea il doppio senso dei limiti: tra il piccolo e il grande, tra l’abitare e l’“ex-sistere”. Focalizzando così anche una qualità interiore dell’“existenzminimum urbano” degli edifici.

Anni dopo, all'intervistatore che gli chiede cosa c'è nella testa di un progettista, Sichenze risponde "… ci dovrebbe essere un processo percettivo e “tentativo”", come dice Giancarlo De Carlo, per cercare di dare un senso d’insieme situato alle delimitazioni materiali delle scene che contornano lo spazio dell’apparire dei fenomeni abitativi"[25] di cui scrive in Architettura vs nichilismo, "la malattia menomante dell'epoca", riproponendo agli architetti il "vuoto" inteso non più come costruzione asettica del Potere, ma come uno spazio vitale da scoprire in punti, talvolta minimali, della ricchezza clandestina[14] di una nuova "città nascente".

«Tutto passa nello spazio. L’architettura v'immette limiti fisici scoprendone i sensi di ben-essere abitativo. Durante le attività di progetto ci si accorge che le ricchezze clandestine che si perderebbero nello spazio possono essere lette attraverso gli avvicinamenti che i luoghi consentono… E’ la Cosa dell’anima del luogo di relazione con le ricchezze, dentro il fenomeno, nel pro(cesso-og)etto (dove gli oggetti nascondono processi) che si vuole vedere apparire. Per poi abitarne il senso dell’avvicinamento. Dove l’anima riconosce e respira una ricchezza che si gode ma non si possiede. Come avviene negli stati nascenti di ogni città-natura che intercetta relazioni tra città e terracitazione»

(Armando Sichenze, Abitare ricchezze clandestine in Pino Scaglione, Città incompiute Orti, paesaggi, nature negate e disegnate, Rubbettino Editore, 2018, ISBN 978-88-498-5773-3.)

Proprio questo rapporto tra città e terra, esplorato da Sichenze dopo il 2010 con l’accentuarsi dello spopolamento del Mezzogiorno, svelerebbe il conflitto latente tra un “economicismo”[26] che produce abbandono, svuotamenti e scarti e la grande ricchezza clandestina delle terre del Sud che per Sichenze è compito di un’architettura diversa nella diversità della ricchezza da svelare. Osservandola non nelle differenze conflittuali ma come risorsa dei nuovi stati nascenti di "una città migrante e bambina, una città-Natura più che una città-Matura come quella conosciuta nella storia nascendo per punti concentrati e intensivi lungo le strade della ri-generazione nel (e del) tempo di vivere"[25]. Al tempo di vivere tra casa e città è dedicata l’introduzione di Dentro Matera, in cui si scopre la biodiversità dei nuovi modi di abitare a Matera. La ricchezza nascosta nelle città della Basilicata si mostra invece in Architetture clandestine.

L’impegno culturale di Sichenze nel riscatto del Sud si realizza in azioni corali sul campo tra cui anzitutto i laboratori di “Fare strada”[16], attivatori di una “agopuntura urbana” che, avvicinando le persone nei luoghi della rigenerazione naturale e umana, fanno città. Questa esperienza sul campo ritorna, oltre agli scritti su un’italiana “Scuola della città-natura”[6], nelle riflessioni delle generazioni più giovani di architetti che citano Dentro Matera[27], Città natura in Basilicata[27][28] e Scrivere architettura[29]. Intanto Sichenze, estendendo la sua missione al Sud, va a esplorare nuovi luoghi clandestini di rigenerazione urbana, soprattutto in Calabria e in Sicilia, tra cui in particolare Favara[30].

Opere[modifica]

Case e interior design[modifica]

  • 1973 Case “Moebius”. Case unifamiliari (“Casa-perimetro” e “Casa-loggia”), Mascalucia (Catania)
  • 1973 Casa “Tamquam” (tanto vuoto quanto pieno). Villetta multifamiliare, Palermo
  • 1982 Casa “Triplex”, ristrutturazione di un appartamento in Via Montaione, Roma
  • 1988 Casa “Mini24”, ristrutturazione di un minialloggio di mq 24, Roma
  • 1995-1996 Casa “Limite”, ristrutturazione di un appartamento ottocentesco attestato nell'antico recinto murario di Potenza
  • 2005 Casa “Panottica”, villa unifamiliare in zona di macchia Romana, Potenza
  • 2006 Casa “Introietta”, ristrutturazione di una casa nei Sassi, Matera
  • 2006-2007 Case “Tertip”, recupero di unità abitative in Recinto San Nicola, Matera
  • 2008 Casa “Claustrus”, ristrutturazione di un appartamento in via Piave, Matera
  • 2008 Casa “Maxflex”, ristrutturazione di un appartamento in via Santa Cesarea, Matera
  • 2008 Casa “Di-Lata”, ristrutturazione di un appartamento in via Mazzini, Potenza
  • 2016 Case “GaeGab”, ristrutturazione di due appartamenti contigui in Piazza Kennedy, Matera
  • 2006 Ristrutturazone di un edificio del complesso Circo a Matera per la nuova destinazione della SISS Unibas
  • 2006 Ristrutturazione Libreria Macaione in via Marchese di Villa Bianca, Palermo
  • 2014 Allestimenti nelle Chiese della Madonna della Virtù e di San Nicola dei Greci di Matera per la mostra: "Scultura lucana contemporanea" (15 giugno - 18 ottobre 2014).

Concorsi[modifica]

  • 1976/77 Concorso Nazionale per la progettazione planivolumetrica di un'area direzionale situata nel territorio fiorentino all'interno dell'area centrale metropolitana (G. Samonà capogruppo.). Primo premio ex-aequo
  • 1978 Concorso di idee per la sistemazione dell'area dell'ex panificio militare ad Ancona
  • 1980 Concorso per la progettazione di massima del liceo scientifico Corviale a Roma
  • 1980 Concorso per la progettazione del liceo scientifico di via Acquafredda a Roma
  • 1981 Concorso di idee per la sistemazione architettonica e urbanistica dell'area destinata a ospitare il "Guernica" di Pablo Picasso nella città di Gernika
  • 1985 Concorso nazionale di idee sulla riqualificazione di aree destinate a verde, indetto dal Comune di Roma. Area n. 37, Arcacci, Progetto idoneo
  • 1989 Concorso internazionale per la sistemazione dell'Avenida Diagonal di Barcellona
  • 2008 Concorso per la progettazione di un sistema di spazi pubblici e relazionali nel Centro Storico di Teramo
  • 2009-2010 Concorso per lo studio di fattibilità del Parco Museo Demoetnoantropologico nel Sasso Caveoso (Masterplan del progetto architettonico), Matera. Progetto vincitore.

Architettura disegnata[modifica]

  • Progetto di case e servizi per Cefalù, per I'VIII Seminario di Gibilmanna, 1978
  • Progetto di un centro di servizi per studenti a Valle Giulia-Roma. "Un progetto per la scuola", 1981
  • Progetto di casa plurifamiliare con negozi per la periferia di Roma, 1983
  • Progetto di recupero della borgata Gregna a Roma, 1984
  • Progetti di case unifamiliari per la periferia di Roma, 1984.
  • Progetto di casa-torre unifamiliare di mq 127 per la periferia di Roma 1984
  • Progetto di sistemazione della piazza di Badoere. Per la III Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. 1985
  • Progetti UGISS (Unità di Gioco, Sport, Informazione, Spettacolo) per la riqualificazione urbana delle borgate (Torre Angela, Arcacci), 1986
  • Piano particolareggiato di recupero della borgata Saline a Roma. 1987-'92
  • Piano particolareggiato di recupero della borgata Pernier Longarina a Roma, 1988-'92
  • Riferimenti per un “existenzminimum urbano”, 1990-92
  • Progetto di casa unifamiliare di 108 mq per la periferia di Roma 1984
  • Progetto di una struttura per convegni nell’ambito del masterplan di Alétheia nell’Agro di Forenza (Potenza), 2003-2005
  • Progetto di un punto di ristoro per studenti presso il Campus Universitario dell’Università degli Studi della Basilicata di Macchia Romana a Potenza. 2003-2005
  • Progetto di case,“Diagonale e Monotech” a Palermo, 2006-09
  • Ideazioni progettuali di edifici “a torre”, 2006-2010
  • “Torre inclusa”, Progetto di casa plurifamiliare nella periferia di Potenza, 2006-2011.
  • “Filo di Arianna”, progetto di ristrutturazione dell’edificio del Rettorato dell’Università degli Studi della Basilicata a Potenza, 2010-12

Proposte di rigenerazione urbana[modifica]

  • Progetti e modelli progettuali per attrezzature ricettive ecologiche e “città albergo”, nell’ambito della ricerca Rete-Recupero-Urbsturismo di cui Sichenze è il coordinatore (finanziamento fondi europei POP-FESR 1994-99, Misura 9.4 Sviluppo scientifico e innovazione tecnologica)
  • Modelli di progettazione, prototipi ed esempi per un “modello di città sostenibile”, 1995-2000
  • Direzione e coordinamento della ricerca Rete-Recupero-Urbsturismo (finanziamento fondi europei POP-FESR 1994-99, Misura 9.4 Sviluppo scientifico e innovazione tecnologica) nel cui ambito produce progetti e modelli progettuali per attrezzature ricettive ecologiche e “città albergo.” 1995-2000
  • Proposta di Città-Albergo per la rete dei Comuni del Vulture-Alto Bradano e “Documento Qualitativo sulla Fattibilità del PIT (Piano Integrato Territoriale)” e “Documento Qualitativo sulla Fattibilità del PIT (Piano Integrato Territoriale), 2000-2001”
  • Ricerca applicata “Elaborazione e applicazione di Modelli sulla Riconversione ecologica di villaggi rurali.” 2002-2004
  • Studio e analisi per il recupero e la valorizzazione ambientale della valle del torrente Milo (Tricarico). 2002-2004
  • Masterplan e Planovolumetrico di Aletheia, Parco delle Città-natura tra Forenza e Acerenza in Basilicata. 2002-2005
  • Workshop: Ristrutturazioni di case per abitazione nel centro storico e nei Sassi di Matera, 2006-12
  • Workshop: Progetti pilota di rigenerazione urbana a Guangzhou, Cina, 2009-2010
  • Workshop: Progetto di co-housing a Barcellona. 2011
  • Workshop e laboratori di agopuntura e rigenerazione urbana a Matera, 2010-2013.
  • Workshop: Allestimenti di mostre ed eventi sul tema del riciclo in Basilicata e Puglia. 2012
  • Laboratorio progettuale per il nuovo comprensorio scolastico in sostituzione della scuola Bramante a Matera, come occasione di rigenerazione urbana dei quartieri, 2013

Pubblicazioni[modifica]

Romanzi[modifica]

Libri[modifica]

Video[modifica]

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 1,2 Il compendio delle case realizzate e dei progetti sperimentati, dagli anni novanta in poi anche con Ina Macaione, sono pubblicati per lo più nel volume Ina Macaione e Armando Sichenze, Scrivere architettura. Multiscalarità e progetto. Writing architecture multiscale and design 表述建筑学与构建空间, FrancoAngeli, 2013, ISBN 978-88-568-7380-1.
  2. I Seminari di Gibilmanna, sono promossi da Alberto Samonà a partire dal 1971 per attivare una riflessione sui modi e i ruoli dell’architettura nella società e nella diversità dei contesti progettuali d’intervento. http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=54080
  3. Giuseppe Samonà, originario di Palermo è conosciuto come fondatore della cosiddetta "Scuola di Venezia". Da alcuni storici è considerato uno dei maggiori architetti italiani della sua epoca. Aurelio Lepre, Storia degli italiani nel Novecento: chi siamo, da dove veniamo, A. Mondadori, 2003, ISBN 978-88-04-51142-7.
  4. Il progetto del concorso è stato pubblicato sulle principali riviste di architettura. Per la presentazione del progetto, i commenti e il confronto contestuale si segnalano Controspazio, nº 6, dicembre 1977., Parametro, nº 63, gennaio-febbraio 1978. e Casabella, nº 434, marzo 1978.
  5. L’Università degli studi della Basilicata (UsB), nata dopo il terremoto dell’Ottanta, è per le problematiche affrontate sin dalle sue origini una sede universitaria particolarmente sensibile al tema della ricostruzione nelle realtà difficili del Mazzogiorno.
  6. 6,0 6,1 6,2 6,3 Per un approfondimento delle attività di ricerca, sperimentali, progettuali e culturali nell’ambito della città-natura e per i nessi con l’architettura italiana, si veda Ina Macaione, Città natura: visioni attraverso l'architettura italiana, LISt, 2016, ISBN 978-88-98774-36-4. - Ina Macaione, Nature City: Visions of Nature City in Italian Architecture, LISt, 2016, ISBN 978-88-98774-89-0.
  7. Per i contenuti di ricerca sulla «città-natura» nel Sud, legati all’attività accademica, si può risalire alla Fonte nel sito del LaMuP (Laboratorio Multimediale di Progettazione) dove Sichenze, scrive: «La “città-natura”, si propone come una risorsa che coniuga la ricchezza della città con la complessità (diversità) della natura: la Banca dei Capitali Naturali e delle Riserve urbane di Civiltà.» LaMuP-Armando Sichenze - Università degli Studi della Basilicata
  8. Curriculum Armando Sichenze - Università degli Studi della Basilicata
  9. "Nell’ottica di un turismo sostenibile, l’Urbsturismo si propone di riscoprire e valorizzare il mondo della città-natura. Il termine risale al 1993 ed è stato coniato dall’ideatore di questa nuova formula di turismo, Armando Sichenze professore all’Università degli Studi della Basilicata e autore con Ina Macaione del libro Urbsturismo Dimensioni culturali, progetto e prime esperienze in Basilicata (Franco Angeli 1997)" da Mario Gerosa e Sara Magro, Nuovi turismi, Morellini, 2011, pp. 139, ISBN 978-88-6298-172-9.
  10. A.Colonna, M.Lavecchia, F.Marino (a cura di), Rete, Recupero, Urbsturismo, FrancoAngeli, 2000, ISBN 88-464-2126-4.
  11. Il Sole 24 ore, 13 luglio 1996., Il Sole 24 ore, 17 novembre 1997., Il Mattino, 4 luglio 1996., Il Giorno, 4 aprile 1997., Il Giorno, 28 febbraio 1997. La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 settembre 1995., La Gazzetta del Mezzogiorno, 1º maggio 1996., La Gazzetta del Mezzogiorno, 5 luglio 1996., La Gazzetta del Mezzogiorno, 6 settembre 1996., La Gazzetta del Mezzogiorno, 5 marzo 2004., Il Denaro, 8-14 aprile 1997., Corriere del giorno, 2 marzo 1997., Bell’Italia, Aprile 1997., Gardenia, Marzo 1997. e Italia Oggi, dicembre 2000..
  12. nature-city lab - laboratorio città natura - Unibas e Laboratorio progettuale di FENOMENOLOGIA dell'Architettura - Unibas
  13. Concorso per lo Studio di fattibilità per la predisposizione del programma per la realizzazione del Parco Museo demoetnoantropologico da realizzarsi nel Sasso Caveoso di Matera, gruppo vincitore Società Cles (capogruppo), Studio Azzurro Produzioni s.r.l., Struttura s.r.l et alii (2009-10) (progetto 1º classificato).
  14. 14,0 14,1 Armando Sichenze, Palinsesto di una città nascente. Il museo demoetnoantropologico, in Casabella, nº 831, novembre 2013, pp. 124, ISSN 0008-7181 (WC · ACNP).
  15. Per un nuovo modo di intendere la ricchezza nei territori del Sud si vedano gli scritti in Ina Macaione, Architettura e management della città-natura, Franco Angeli, 2008, ISBN 978-88-464-8973-9.
  16. 16,0 16,1 Per le attività di laboratorio sul ruolo dell’architettura nei processi di rigenerazione urbana, in collaborazione con Ina Macaione nel movimento “FareStrada” si veda Ina Macaione, "Fare strada a Matera". Ipotesi per un’architettura capace di crisi, in Casabella, nº 831, novembre 2013. e Ina Macaione, Laboratori di rigenerazione urbana per una Capitale europea della cultura. Matera 2019, in Urbanistica Informazioni, nº 256, luglio-agosto 2014, pp. 26-28.
  17. https://www.matera-basilicata2019.it/it/relatori/76-armando-sichenze.html
  18. Nico Colucci, Matera città-natura, tra architettura e fotografia / Matera a nature-city between architecture and photography, in Matera cityscape. Ediz. italiana e inglese, Libria, 2003, ISBN 978-88-87202-45-8.
  19. http://www.adi-design.org/prova-i-vincitori.html
  20. http://www.castellinews.it/17659/marino/premiati-i-vincitori-del-premio-letterario-sandro-sciotti/
  21. Per Sichenze, per riumanizzare l’architettura occorre scoprirne l’anima nell’esperienza della realtà che la circonda, carpendone la luce di cui sono intrise le cose che in un luogo avvicinano gli umani a tante vite. Di queste vite, purtroppo espulse dai formalismi astratti, si narra in Armando Sichenze, Stelle di giorno, Spazio Cultura, 2018, ISBN 978-88-99572-26-6..
  22. Sichenze da Zevi e Quaroni apprende, ancora da studente, che l’architettura fa esistere (ex-sistere) nello spazio fisico in relazione a qualcosa di maggiore importanza. Dai Samonà impara a leggere, nella morfologia urbana, la commisurabile importazione di un minimo di città, natura e società in un responsabile rapporto con la politica. Quando però, dall’esistere esterno si rientra nell’abitare il processo s’inverte e compare uno spazio di energie vitali, non prive di conflitti, rivissuto da vari personaggi in Armando Sichenze, Stelle di giorno, Spazio Cultura, 2018, ISBN 978-88-99572-26-6. a proposito di alcune opere di Scarpa e De Carlo, nell’ «essere tra» le cose e nella «partecipazione» di ogni luogo, persino in un cimitero. Vedi per Scarpa pp. 187-198, 284-303 e per De Carlo pp. 198-228.
  23. [1]
  24. Per una saggistica di Sichenze sulla fenomenologia delle alternative progettuali, ispirato alle ricerche dell’architetto Ernesto Nathan Rogers e il conseguente metodo, definito da Sichenze «progettazione ponderata», sii veda in A. Sichenze, I. Macaione e A. Marino (a cura di), Il progetto si informa, FrancoAngeli, 1992, ISBN 88-204-7558-8.: La progettazione ponderata(pp.15-46) e anche Il senso della sintesi nel progetto, (pp.317-327). Per un rimando a una visione dei limiti spaziali nel pro(cesso-og)getto si legga invece il significativo saggio: Collimazioni di ordini. L’architettura di Mies van der Rohe in Ina Macaione, Dall'architettura al progetto: costruzioni di conoscenza nel rapporto con la natura, Franco Angeli, 2004, ISBN 978-88-464-5966-4. (pp. 289-33)
  25. 25,0 25,1 Giuseppe Maurizio Piscopo, Armando Sichenze, l’Architetto che conosce mille segreti del mondo, su malgradotuttoweb.it.
  26. All’"economicismo" Sichenze dedica un intero capitolo del romanzo Armando Sichenze, Stelle di giorno, Spazio Cultura, 2018, pp. 156-168, ISBN 978-88-99572-26-6..
  27. 27,0 27,1 Si segnala la rilettura di Città-natura e di Dentro Matera, che riprende le riflessioni di Sichenze sul “tempo di vivere”, da parte di Chiara Rizzi: "Specie di case Matera", p.34 in Alberto Ulisse, Modelli di case. Tra le questioni dell'abitare, Libria, 2018, ISBN 978-88-6764-138-3.
  28. M. I. Insetti, Gli orti saraceni di Tricarico. La progettazione di un Parco ecologico-letterario (PDF), in Basilicata Regione Notizie, 131-132, 2013, pp. 180-189.
  29. Alberto Ulisse, Upcycle. Nuove questioni per il progetto di architettura, LetteraVentidue, 2018, ISBN 978-88-6242-308-3.
  30. A. Pitrone, S. Ferlita, M. Piscopo e A. Sichenze, Favara storia di una rigenerazione possibile, Palermo, Spazio Cultura Edizioni, 2019.

Voci correlate[modifica]

  • Giuseppe Samonà
  • Alberto Samonà
  • Vieri Quilici
  • Ludovico Quaroni
  • Carlo Scarpa
  • Giancarlo De Carlo
  • architetture ecologiche
  • Nichilismo
  • Bologna

Collegamenti esterni[modifica]


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