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Angelo Marinucci

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Anni di formazione[modifica | modifica sorgente]

Angelo Marinucci nacque a Roma in Borgo Pio e studiò presso il liceo Artistico di via Ripetta dove conobbe Duilio Cambellotti e Corrado Cagli. Nel 1929 si iscrisse alla facoltà di architettura dell'Università degli Studi di Roma (tra i suoi insegnanti Foschini e Marino) e nel 1938 si laureò con una tesi su un progetto per il Palazzo delle Preture Riunite di Roma. Marcello Piacentini, che presiedeva la commissione, gli offrì di lavorare nel proprio studio.

Tra il 1929 ed il 1930 frequentò una filodrammatica romana, sezione della Società Operaia di Mutuo Soccorso San Gioacchino in Borgo Santo Spirito, e recitò in vari ruoli in alcune commedie. Ancora studente collaborò con vari architetti, tra i quali Gio Ponti e Ludovico Quaroni. Dal 1933 al 1938 collaborò con lo studio Pilotti con diversi progetti per opere pubbliche (edificio del Regio Istituto di Assicurazioni ad Ascoli Piceno, palazzo di giustizia e sacrario dei Martiri Fascisti a Novara, palazzo di giustizia, palazzo del comune, palazzo del governo e regio liceo scientifico a Pescara, palazzo del consiglio provinciale e di economia corporativa a Teramo e palazzo comunale di Pesaro). In occasione dell'inaugurazione del Sacrario dei Martiri Fascisti di Novara, il 28 ottobre 1934, Marinucci ricevette i personali complimenti dell'allora capo del Governo Benito Mussolini.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Con Ludovico Quaroni, tra il 1933 e il 1934, realizzò alcuni studi di villini per il lungomare di Ostia, e, sempre ad Ostia, realizzò una stazione di servizio sulla Strada statale 8 Via del Mare ed un villino. Con l'ing. Bigi progettò un asilo nido per l'O.N.M.I. ed una palazzina popolare sulla via Aurelia, adottando una soluzione innovativa che prevedeva l'eliminazione dei corridoi a favore dell'ampiezza e del numero dei vani. Frequenta la filodrammatica "Giovanni Giraud", sezione della Società Operaia di Mutuo Soccorso San Gioacchino in Borgo Santo Spirito a Roma, dove realizzò la grafica di alcune locandine e recitò in alcune commedie. In quel periodo conobbe Gio Ponti e nel 1936 collaborò per l'allestimento, nella Città del Vaticano, dell'Esposizione Mondiale della Stampa Cattolica ottenendo la fiducia di Ponti.

Nel dopo guerra operò nel campo dell'architettura dell'urbanistica e dell'arredamento. A Roma realizzò il quartiere delle Grazie (1950-1956). Realizzò per conto di Giovanni Amati il cinema Golden, nel 1947.

Sopravvissuto al bombardamento del 19 luglio 1943 sul quartiere San Lorenzo espresse in alcuni acquerelli le devastazioni subite dalla basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Fu libero docente all'Università di Roma e insegnò per anni nei corsi di disegno dal vero, prima con Fausto Vagnetti e poi con Luigi Vagnetti, presso la facoltà di architettura. Fu membro dell' Accademia Legion d'Oro, dell' Accademia il Tetradramma, dell' Accademia - Burckhardt Akademie di Roma, dell' Accademia d'Italia di Salsomaggiore, dell'Accademia Internazionale Acquerellisti di Milano e dell' Accademia Araldica - Il Marzocco di Firenze.

Mostre[modifica | modifica sorgente]

Personali[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1976 ed il 1991 espose i suoi lavori all'Accademia Tiberina di Roma, alla Galleria Il Nettuno di Bologna, al Chiostro della Basilica S. Lorenzo a Firenze, a Palazzo Barberini a Roma, al Foyer des Artistes a Roma, alla galleria Studio 75 a Roma, alla Galleria CIDA a Roma ed alla facoltà di architettura La Sapienza di Roma

Collettive[modifica | modifica sorgente]

Partecipò a numerose mostre collettive a partire dal 1957, tra queste prima e seconda Biennale sarda, quarta Biennale d'Arte Sacra, Extempre di Olbia, Extempore di Montecatini, Prima Mostra "Arte e Cultura" di Tivoli, IV Quadriennale d'arte figurativa di Napoli, Modenarte, Salone Biblioteca Comunale di Modena, "Il Macchiavello" di Firenze, "Cento acquerellisti" a Roma, Mostra itinerante in U.S.A. Prima Rassegna internazionale dell'acquerello a Minori.

Lavori[modifica | modifica sorgente]

Dal 1926 al 1992 produsse numerosi lavori con varie techniche pittoriche (acquerelli, xilografie, disegni a china e matita, disegni a penna biro seppia ed altre), tra questi Basi del colonnato di San Pietro, Locandina di spettacolo teatrale, Dalie rosse, Roma: S.S. Trinità dei Monti, Con mia madre, Assisi - Vicolo San Lorenzo, La giovane poetessa Liaty, Bilancione a Pescara, Il cipresso in Toscana, Omaggio a Corrado Cagli, Castel S. Angelo, il pozzo delle fucilazioni, Modella in riposo, Riposo contemplativo, Giovanni Paolo II nella Via Crucis, Ulivo di Puglia, Masseria S. Oreste, Autunno nel castagneto e Sogno.

Come scultore produsse un bronzo,Maria Cristina, ed una terracotta, Roberto.

Come architetto, tra il 1929 ed il 1971, fu attivo sia nell'edilizia privata sia in quella pubblica. Suoi furono, ad esempio, oltre ai lavori già citati, il progetto del Villino Sacchi alla Madonna del Riposo in Roma, il progetto di ampliamento e ristrutturazione del Santuario del Divino Amore ex Castel di Leva - Roma, il Progetto dell'edificio del R. Istit. Assicur. ad Ascoli Piceno, il Progetto di allestimento della "Esposizione Mondiale Stampa Cattolica" in Vaticano (in collaborazione con Gio Ponti), il progetto del convento dei Frati Olivetani a Tivoli (Roma), alcuni progetti di cappelle e monumenti funerari al Cimitero monumentale Verano di Roma e ai Cimiteri di Ascoli Piceno e Frosinone, il progetto della Casa del Fascio a Ussita, il progetto di ristrutturazione del Teatro in via S. Stefano del Cacco (poi Teatro Flaiano) in Roma, il progetto della sistemazione a verde del giardino della Villa Segré a Tivoli, il progetto di ampliamento e ristrutturazione della Chiesa e del Convento nell'Orfanatrofio "Cuore Immacolato di Maria” a Collalto Sabino e il progetto della Chiesa di San Raffaele a Rieti.

Tra il 1937 ed il 1961 lavorò a varie lottizzazioni nella zona di Roma, sulla nuova via Aurelia, in via Tommasini, in zona Acquatraversa (Monte Mario), nella zona compresa tra via Marmorata e p.zza Santa Maria Liberatrice, nel quartiere delle Grazie, in località Mostacciano e nella zona di Tor di Quinto e sulla via Cassia. Ha lavorato anche a Monte S. Angelo (Terracina).

Tra il 1936 ed il 1984 lavorò agli interni di numerosi esercizi commerciali romani.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Premi[modifica | modifica sorgente]

Pittura[modifica | modifica sorgente]

  • 1961 "Bianco e Nero", Bologna;
  • 1962: O.A.S.I., Firenze;
  • 1963: Capri;
  • 1964: Ischia;
  • 1965: Premio G. Casciaro, Napoli;
  • 1979: 1º Premio Palazzo dei Papi, Viterbo;
  • 1980: 1º Premio Grand Prix des Étrangers, Sanremo;
  • 1980: Premio Oscar Modenarte. Modena:
  • 1980: Medaglia al Merito da International Business Corporation;
  • 1981: Medaglia d'Oro per I'acquarello "II Macchiavello», Firenze;
  • 1981: Grand Prix Européen. Paris '81;
  • 1981: Medaglia d'Oro del "Foyer des Artistes" quale "Acquerellista dell'anno" Palazzo Barberini. Roma;
  • 1981: Premio «Veritas» in Campidoglio. Roma;
  • 1981: Coppa d'Onore concorso "EN.F.A.C.", Torino;
  • 1981: Targa d'Oro Premio "II Marzotto", Firenze;
  • 1981: Premio "Rub Al Khalì" Associazione Italo Araba, Bidda;
  • 1981: Premio Internazionale "Ponte Vecchio" Firenze;
  • 1982: 1º Premio per l'acquarello "Acquerello Lombardia '82", Milano;
  • 1982: Premio Targa d'Argento "Tavolozzad'Argento", Roma;
  • 1982: Premio Internazionale per la Pace, Accademia il Tetradramma, Roma;
  • 1983: Medaglia Aureata da "International Parliament USA";
  • 1985: Premio d'Italia da Accademia Italia. Calvatone.

Scultura[modifica | modifica sorgente]

  • 1940 - Concorso per un monumento scultoreo dedicato a Papa Pio XI in San Pietro (in collaborazione con lo scultore O. Aliventi ) bozzetto segnalato

Architettura e Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

  • 1945 - Concorso per casette economiche di rapida costruzione - 3º Premio (arch. De Simoni)
  • 1945 - Concorso per Sistema costruttivo di Ricompletamento dei fabbricati distrutti - 3º Premio (arch. De Simoni)
  • 1947-48 - Concorso per il Piano regolatore di Sarnano (Macerata) I Premio (collaboratori gli architetti De Simoni e Tassotti)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

«...la straordinaria capacità di Marinucci e la sua sensibilità, gli consentono di cogliere i valori di Roma nella sua qualità spaziale, senza cadere nella narrazione calligrafica... (Mario Docci, 1997, Preside della Facoltà di Architettura e Pro Rettore dell’Università la Sapienza di Roma)»

«...Angelo Marinucci è il nobile erede del famoso acquerellista Roesler Franz, ed è uno dei migliori acquerellisti italiani... (Antonino De Bono, 1978, Critico d’arte)»

«...un solitario, appartato con la sua "orgogliosa umiltà". Non manifesta, non contesta, ma ci presenta le sue pregevoli opere di una eccezionale freschezza dalle meravigliose trasparenze: paesaggi, nature morte, figure, nudi, animali di una incomparabile bellezza... (Carmen Martinelli, 1977, Critico d’arte)»

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Gurgone, M.C. Mosconi (a cura di), Angelo Marinucci: lo spazio, il colore, Roma, Facolta di architettura, 1997, SBN IT\ICCU\RMS\0089371.
  • De Sanctis, Mantovanelli, Marinucci, Muzi, Vetere, Venezia, galleria Alfa, 1963, SBN IT\ICCU\AQ1\0055629.
  • AAVV, Conferenza del Centro Internazionale di Studi e di Relazioni Culturali. Roma, 19 febbraio 1965, Roma, 1965, SBN IT\ICCU\DDS\1027006.
  • Emanuela Chiavoni, Laura De Carlo, Scorci urbani. Le cupole di Roma nell’opera di Angelo Marinucci, Roma, Rivista semestrale del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura “Sapienza” Università di Roma, 2015.
  • Dizionario Internazionale dell'Acquarello, De Bono, Milano 1985:
  • Catalogo Internazionale "Artisti Segnalati", Tralli, Bologna 1986; *Raffaello Biordi, Gli Acquarelli Spaziali di Angelo Marinucci, Volume Monografico, Edizioni d'Arte CIDA Piperno, Roma 1986:
  • Mario Docci, Lo spazio e la luce negli acquarelli di Angelo Marinucci: omaggio a un maestro, in "Disegnare, idee, immagini", A. II, n° 3, Roma 1991, pp. 5 - 14;
  • Alfredo Passeri, Angelo Marinucci,
  • Antonino Gurgone, Il patrimonio genetico di Angelo Marinucci: l'architettura nella mente, il disegno nel cuore, l'acquerello nel sangue, in "Angelo Marinucci lo spazio, il colore", Facoltà di Architettura Roma 1997, pp. 4 - 6;
  • Marcella Morlacchi, Angelo Marinucci: l'acquerello come linguaggio, in "Angelo Marinucci lo spazio, il colore", Facoltà di Architettura Roma 1997, pp. 8 -9.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]


Tema(i) : architettura biografie pittura

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